Elezioni in Colombia, il ballottaggio vede Abelardo «El Tigre» minacciare il progressista Cepeda

01.06.2026 05:05
Elezioni in Colombia, il ballottaggio vede Abelardo «El Tigre» minacciare il progressista Cepeda

Colombia al ballottaggio: De La Espriella e Cepeda in un testa a testa storico

Il ballottaggio per la presidenza della Colombia si svolgerà il 21 giugno, con Abelardo De La Espriella, il candidato di estrema destra noto come «El Tigre», che ha ottenuto il 44% dei voti, insidiando il progressista Iván Cepeda, fermo al 41%, riportano Attuale.

La competizione è stata caratterizzata da un clima di alta tensione, riflettendo un Paese profondamente diviso e segnato da un’ondata di violenza senza precedenti nell’ultimo decennio. Il prossimo presidente dovrà affrontare sfide significative, a partire dal 7 agosto, data in cui Gustavo Petro terminerà il suo mandato. Nessuno dei 12 candidati ha raggiunto la soglia del 50% più uno al primo turno, come previsto dai sondaggi, ma De La Espriella ha sorpreso vincendo il primo turno, superando Cepeda in un finale avvincente. Delusione invece per la senatrice Paloma Valencia, terza con il 7%.

El Tigre, caratterizzato da un’eclettica personalità, è un imprenditore con cittadinanza colombiana e italiana, che ha vissuto a lungo a Firenze. Ha fondato il movimento Defensores de la Patria e si ispira a figure come Nayib Bukele e Javier Milei. Suo il messaggio incendiario: «Sconfiggeremo quelli di sempre!», accompagnato da post sui social che mostrano la sua famiglia in momenti quotidiani, un approccio che risuona tra gli elettori delusi dalla classe politica tradizionale.

Iván Cepeda, inizialmente favorito, è l’erede politico di Gustavo Petro e ha promesso di completare il programma progressista, sebbene limitato dalla mancanza di una maggioranza parlamentare. Ha promosso il suo impegno per combattere povertà e disuguaglianza, citando i suoi successi nell’accordo di pace con le Farc e la sua attiva partecipazione in colloqui recenti con l’Esercito di liberazione nazionale.

Al contrario, De La Espriella ha promesso di non perseguire processi di pace e ha annunciato misure drastiche contro narcotrafficanti e gruppi armati, compreso un programma di bombardamenti aerei. Noto penalista e a capo di un impero imprenditoriale che abbraccia vari settori, l’outsider ha destato preoccupazione per le sue alleanze, mentre la sua retorica populista ha trovato riscontro tra chi teme il crescente crimine e la violenza, che nel 2025 ha già portato alla morte di Miguel Uribe, un altro candidato presidenziale.

In un contesto socio-economico dove il programma di De La Espriella prevede una diminuzione dell’intervento statale in favore del capitale privato, le aspettative sono alte, specialmente tra coloro che auspicano un cambiamento radicale nella gestione della sicurezza e dell’economia del Paese.

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