Hezbollah Inizia a Utilizzare Droni a Fibra Ottica al Confine con Israele
DALLA NOSTRA INVIATA
SHOMERA (confine tra Israele e Libano) – Un drone a fibra ottica si è schiantato sulla tettoia di una fermata dell’autobus a Shomera, causando danni strutturali. Sami Zanetti, capo del consiglio della città, descrive l’esperienza sorprendente e inquietante di incontrare tali dispositivi volanti: «Il problema è che non te ne accorgi. Sei lì seduto e all’improvviso lo senti sulla tua testa», riporta Attuale.
La scorsa settimana, gli abitanti di Shomera hanno vissuto un evento inquietante quando un drone si è abbattuto sulla loro comunità, lasciando detriti di filamenti sottili. Questi droni, utilizzati anche da Hezbollah, appartengono alla categoria FPV (first-person view) e sono progettati per essere più difficili da rilevare rispetto a razzi e proiettili di mortaio. La loro connessione a un filo ottico consente di guidarli da una distanza di 10-30 chilometri, eludendo le tecniche di disturbo elettronico.
Secondo le stime, Hezbollah ha ora adottato questi droni a fibra ottica, simili a quelli già impiegati sul fronte ucraino. Costano tra i 300 e i 400 dollari ciascuno e, pur comportando danni contenuti, hanno un forte impatto psicologico sui civili. Zanetti sottolinea la loro pericolosità: «Con i razzi ho 15 secondi per rifugiarmi in un bunker. Con i droni, non hai modo di sapere quando cadranno».
La situazione si complica ulteriormente per le località del nord di Israele. A Netu’a, il sindaco rilascia un avviso di emergenza attraverso un sistema di allerta. I residenti si rifugiano in rifugi di cemento per proteggersi da possibili attacchi, mentre l’esercito israeliano cerca di contrastare la minaccia dei droni, spesso perdendo il contatto con questi dispositivi manovrabili.
Hezbollah, che ha storicamente beneficiato del sostegno dell’Iran, ha visto ridotto il proprio arsenale a seguito degli attacchi israeliani, passando da circa 150.000 razzi a una quantità stimata del 10% rimanente. Non potendo confrontarsi con l’IDF israeliano in termini di potenza, si è spostato verso una guerra asimmetrica, come evidenziato dalla crescente impiego di droni nel conflitto attuale.
Negli ultimi tre mesi, si segnala che almeno quattro soldati dell’IDF sono stati uccisi da droni, un dato che mette in evidenza l’evoluzione della guerra al confine. Le autorità israeliane stanno inoltre investendo nello sviluppo di nuove tecnologie di difesa contro questi droni, inclusi sistemi a microonde per neutralizzare le minacce.
In questa delicata situazione, i civili continuano a vivere nell’incertezza mentre le tensioni al confine tra Israele e Libano si intensificano. La difesa israeliana si dichiara in ritardo rispetto alle tecnologie di protezione, un fatto ammesso dallo stesso primo ministro Benjamin Netanyahu, il quale ha avvisato che ci vorrà tempo per sviluppare soluzioni efficaci contro le nuove minacce volanti.