Trump critica i repubblicani che votano contro la guerra in Iran: «Dovrebbero vergognarsi»

05.06.2026 09:55
Trump critica i repubblicani che votano contro la guerra in Iran: «Dovrebbero vergognarsi»

La Camera dei Rappresentanti approva una risoluzione contro la guerra in Iran

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Mercoledì, la Camera dei Rappresentanti a Washington ha approvato per la prima volta una risoluzione che tenta di porre fine alla guerra in Iran, chiedendo la cessazione delle operazioni militari non autorizzate dal Congresso. La votazione ha visto il supporto di quattro deputati repubblicani che si sono uniti ai democratici, raggiungendo un totale di 215 voti contro 208. Il presidente Donald Trump ha criticato severamente questi quattro, definendoli “cattivi repubblicani” e affermando: “Dovrebbero vergognarsi”, “chi farebbe una cosa così anti-patriottica”, riporta Attuale.

La risoluzione è stata classificata da Trump come un gesto “insignificante” e, sebbene sia principalmente simbolica, rappresenta un chiaro segnale di aumento del malcontento all’interno del partito repubblicano riguardo al conflitto. Non obbliga il presidente a terminare le operazioni militari ma evidenzia il crescente dissenso nei ranghi repubblicani contro le guerre non dichiarate.

I quattro deputati che hanno rotto le fila del loro partito sono: Thomas Massie del Kentucky, spesso in aperto conflitto con Trump su questioni di politica fiscale e strane situazioni legate a Epstein; Tom Barrett del Michigan e Warren Davidson dell’Ohio, entrambi ex veterani delle forze armate che sostengono che non ci siano obiettivi chiari nella guerra in Iran; e Brian Fitzpatrick della Pennsylvania, eletto in un distretto moderato. Questo non è l’unico esempio delle tensioni crescenti tra i repubblicani: un piccolo gruppo di senatori ha recentemente collaborato con i democratici per approvare una proposta di voto finale contro la guerra.

In un altro sviluppo, i repubblicani al Senato hanno rigettato una proposta di finanziamento per un fondo da 1,8 miliardi di dollari, destinato a compensare chiunque sia stato considerato politicamente perseguitato dai democratici. Questo fondo è parte di un accordo per risarcire Trump in cambio del ritiro di una causa contro il dipartimento di Giustizia.

Recentemente, i democratici hanno cercato di bloccare un’importante legge da 70 miliardi sul controllo dell’immigrazione, dalla quale il fondo da 1,8 miliardi era parte. I senatori repubblicani John Cornyn e Bill Cassidy, entrambi sconfitti nelle primarie da candidati sostenuti da Trump, insieme a moderati come Lisa Murkowski e Tom Tillis, stanno tentando di vietare legalmente la creazione di questo fondo senza compromettere la legge sull’immigrazione.

Il ministro ad interim della Giustizia Todd Blanche ha dichiarato che il fondo è “morto”, ma Trump ha insinuato che questa certezza potrebbe non essere definitiva. Nello stesso contesto, il presidente ha comunicato l’intenzione di nominare Blanche come ministro permanente della Giustizia, suscitando interrogativi sulla sua approvazione al Senato. Un’altra nomina controversa è quella di Bill Pulte, scelto come direttore ad interim dell’intelligence nazionale, nonostante la sua mancanza di esperienza.

In mezzo a tutto ciò, Trump sta alzando la posta per i suoi alleati, costringendoli a scegliere da che parte stare. Sebbene i repubblicani siano generalmente cauti, alcuni dignitari sostengono che le azioni di Trump saranno interpretate dagli elettori come una manifestazione della disfunzionalità di Washington e della slealtà verso il presidente.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere