Özgür Özel: la lotta contro la deriva democratica in Turchia
Il leader dell’opposizione turca, Özgür Özel, ha dichiarato che la recente sentenza che ha annullato la sua elezione a presidente del Partito Popolare Repubblicano (Chp) rappresenta un «golpe giudiziario» volto a consolidare il potere del presidente Erdogan. «Sacrificare la democrazia in nome della stabilità è una scelta miope», ha affermato mentre mobilita le sue forze in tutto il Paese, da Ankara a Smirne, contro quella che lui stesso definisce una strategia di lawfare e l’uso politico della magistratura per colpire gli avversari, riporta Attuale.
Özel ha ribadito la necessità di convocare subito un nuovo congresso del Chp, sottolineando che la leadership imposta dalla sentenza non ha legittimità agli occhi dei cittadini. «Non stiamo parlando soltanto del futuro del Chp. Stiamo parlando del diritto dei cittadini turchi a scegliere liberamente i propri rappresentanti», ha aggiunto.
La sua destituzione segna una nuova fase di repressione contro l’opposizione a seguito della vittoria del Chp nelle elezioni municipali del 2024, la prima sconfitta significativa di Erdogan in due decadi. Da quel momento, ha detto Özel, è iniziata una pressione costante contro gli amministratori e i sindaci del partito, accentuando la percezione di un attacco sistematico dell’attuale governo contro la democrazia turca.
Özel ha affermato che Erdogan intende poter scegliere il proprio avversario, una strategia evidenziata dall’incarcerazione di Ekrem Imamoglu, loro candidato alle prossime presidenziali. «Erdogan non vuole competere ad armi pari», ha proseguito, «ma non gli permetteremo di scegliere il suo rivale». La crisi democratica, ha avvertito, rischia di diventare un problema di sicurezza anche per l’Occidente, dato che la Turchia svolge un ruolo cruciale in ambito geopolitico come membro della NATO.
Inoltre, ha criticato l’attenzione limitata che i governi occidentali rivolgono alla democrazia in Turchia, affermando che una stabilità ottenuta a scapito della democrazia è sempre fragile. «È un errore pensare che si possa ignorare ciò che accade in Turchia perché il Paese è strategicamente indispensabile», ha osservato.
Infine, parlando degli eventi recenti che hanno subito il Chp, ha descritto lo sgombero della loro sede da parte della polizia antisommossa come un momento «molto doloroso». Ha rassicurato i membri del partito riguardo alla sua unità e alla determinazione di proteggere la democrazia turca: «Alla fine saranno il popolo e la storia a giudicare. Siamo qui per rimanere e combattere», ha concluso.