La Commissione europea critica Belgrado: i passaporti serbi ai russi sono un rischio per la sicurezza dell’Ue

09.06.2026 10:55
La Commissione europea critica Belgrado: i passaporti serbi ai russi sono un rischio per la sicurezza dell'Ue
La Commissione europea critica Belgrado: i passaporti serbi ai russi sono un rischio per la sicurezza dell'Ue

Bruxelles ha espresso preoccupazione per il crescente numero di cittadini russi che ottengono la cittadinanza serba e, grazie a essa, entrano senza visto nello spazio Schengen. In un rapporto sullo stato di diritto in Serbia, la Commissione europea sottolinea che Belgrado deve rafforzare i controlli sulle richieste di visto presentate da cittadini di Paesi considerati a rischio per migrazione illegale o sicurezza. Il documento, citato dai media serbi, rileva che la politica dei visti della Serbia è solo parzialmente allineata a quella dell’Ue.

Secondo il rapporto, al momento dodici Paesi godono di un regime di esenzione dal visto con la Serbia ma non con l’Unione europea: Russia, Bielorussia, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Cina, Indonesia, Giamaica, Kirghizistan, Kazakistan, Suriname e Turchia. Nell’ambito degli impegni assunti verso Bruxelles, Belgrado dovrebbe introdurre l’obbligo di visto per almeno tre di questi Stati entro la fine del 2026.

Cittadinanza accelerata per meriti

La Serbia continua a concedere la cittadinanza ai russi con procedure accelerate, spesso attraverso un decreto governativo che riconosce «meriti speciali per il Paese», senza richiedere la rinuncia al passaporto originario né la residenza effettiva. Tra l’inizio del 2022 e l’aprile 2025, oltre 200 cittadini russi hanno ottenuto il passaporto serbo per questa via. Tra loro, secondo inchieste giornalistiche, figurano decine di persone legate al complesso militare-industriale russo, ai servizi segreti e all’entourage del Cremlino.

Un caso emblematico è quello di Yakub Zakriev, nipote del leader ceceno Ramzan Kadyrov, cui era stata concessa la cittadinanza serba con decreto ad aprile. Dopo che la notizia è diventata pubblica, Belgrado ha annullato la decisione. Secondo i dati del ministero dell’Interno serbo, tra il 2022 e il 2024 hanno ottenuto il permesso di soggiorno 67.200 cittadini russi, mentre circa 1.700 hanno ricevuto il passaporto serbo.

Rischi per le sanzioni e la sicurezza europea

Per Bruxelles il fenomeno non è solo una questione migratoria. La possibilità per i cittadini russi di aggirare le restrizioni sui visti e, potenzialmente, anche le sanzioni finanziarie attraverso la doppia cittadinanza serba rappresenta una vulnerabilità strategica. Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha dichiarato in passato che Belgrado non introdurrà visti per i russi. La Serbia, Paese candidato all’adesione all’Ue, si trova così a dover bilanciare i legami tradizionali con Mosca, i vantaggi economici derivanti dall’afflusso di capitali e persone dalla Russia, e le pressioni di Bruxelles per armonizzare la propria politica dei visti.

La Commissione europea chiede a Belgrado un allineamento più rigoroso, mentre gli analisti sottolineano che ogni ritardo nella riforma della concessione della cittadinanza ai russi accresce i rischi per i Balcani e per l’intera Europa, offrendo al Cremlino un canale per eludere le restrizioni imposte dall’Ue dopo l’invasione dell’Ucraina.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere