Beatrice Venezi impugna la rescissione del contratto con il Teatro La Fenice di Venezia

11.06.2026 06:05
Beatrice Venezi impugna la rescissione del contratto con il Teatro La Fenice di Venezia

Controversia al Teatro La Fenice: Beatrice Venezi impugna il contratto resciso

Beatrice Venezi ha deciso di contestare il termine del suo rapporto di collaborazione con il teatro La Fenice di Venezia, interrotto alla fine di aprile a causa di dichiarazioni che hanno messo in discussione l’onorabilità degli orchestrali. La questione si è intensificata a seguito di polemiche riguardanti le capacità di conduzione musicale della direttrice e il suo orientamento politico, accusata di militanza di destra. Già in autunno 2024, Venezi aveva affrontato difficoltà professionali e politiche a Palermo, riporta Attuale.

La direttrice, che preferisce essere chiamata “maestro”, ha impugnato la decisione del sovrintendente Nicola Colabianchi, che ha comunicato ufficialmente il termine della collaborazione il 26 aprile, motivandolo con le “dichiarazioni rese alla stampa internazionale” da Venezi. Il momento scelto per questa azione è particolarmente significativo, coincidendo con la presentazione della stagione 2026-27 del teatro.

Le tensioni tra Venezi e gli orchestrali erano emerse a causa di interrogativi sulla sua professionalità e sul suo attivismo politico, culminando nella decisione di interrompere ogni rapporto lavorativo. Tale decisione è stata sollecitata principalmente a seguito di un’intervista al quotidiano argentino La Naciòn, dove Venezi aveva affermato che “tra le leggi della Fenice le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio”. Questo ha fornito al sovrintendente Colabianchi un’opportunità per chiudere un periodo di critiche e proteste.

Venezi considera il provvedimento “nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio”, lamentando che le motivazioni addotte dalla Fenice siano “generiche”. Ha quindi dichiarato la sua intenzione di rispettare gli “impegni contrattuali” e di “mettere a disposizione le proprie energie e prestazioni artistiche professionali” al teatro, nonostante le ostilità attuali da parte della dirigenza.

Colabianchi ha risposto affermando che “non abbiamo nessun problema, i nostri avvocati risponderanno, siamo totalmente tranquilli”, specificando che non esiste un “contratto firmato” e negando eventuali accordi economici extragiudiziali. Tuttavia, la Cgil ha sottolineato che la responsabilità nella gestione della situazione ricade sul sovrintendente, accusato di aver “spaccato il teatro” e di aver avviato un conflitto che potrebbe portare a un contenzioso legale con conseguenze economiche e reputazionali per la Fondazione.

Classe 1990, Venezi era stata nominata alla direzione della Fenice lo scorso anno, in un contesto già complicato a causa della sua precedente esperienza a Palermo. La sua carriera, segnata da stili di direzione eccentrici, ha attirato più critiche per le sue posizioni politiche che per i risultati ottenuti nei teatri di fama internazionale.

Cosimo Rossi

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