Proteste a Belfast contro l’immigrazione: scontri e arresti segnalati
A Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord, continuano le proteste contro l’immigrazione, con disordini che hanno caratterizzato due notti consecutive. Le manifestazioni sono state innescate dall’accoltellamento di un quarantenne, che ha portato all’arresto di un uomo sudanese, incriminato per il crimine. Mercoledì, a seguito dei disordini, i trasporti pubblici in tutta l’Irlanda del Nord sono stati sospesi, con molte scuole e negozi nel centro di Belfast costretti a chiudere anticipatamente, riporta Attuale.
Dopo una serata relativamente più calma, scontri si sono comunque verificati tra la polizia e i manifestanti, che hanno lanciato bombe molotov, mattoni e bottiglie. In risposta, le forze dell’ordine hanno utilizzato idranti per disperdere i presenti.
I partecipanti alle manifestazioni hanno vandalizzato edifici e dato fuoco a diverse strutture, mentre intonavano slogan razzisti. Un centinaio di manifestanti ha tentato di avvicinarsi a un hotel nel nord della città, dove sono ospitate persone migranti; l’intervento della polizia ha impedito l’avvicinamento. La giornata ha visto anche la circolazione online di una lista di circa 25 indirizzi dove avrebbero dovuto abitare migranti, successivamente rimossa da molti siti. Non è chiaro quanti siano stati effettivamente presi di mira, ma già martedì alcune abitazioni di persone di origine straniera erano state incendiate.
L’Irlanda del Nord, parte del Regno Unito, è storicamente segnata da rivendicazioni politiche legate ai conflitti tra indipendentisti e unionisti. Tuttavia, le manifestazioni di questo tipo, collegate a tensioni razziali, sono fenomeni relativamente recenti. Proteste simili si erano verificate nell’ultimo anno.
Le manifestazioni erano scaturite dalla diffusione di un video dell’accoltellamento sui social media, supportato da figure di riferimento dell’estrema destra come il miliardario Elon Musk e l’attivista Tommy Robinson. Martedì si sono svolte manifestazioni anti-immigrazione in diverse città dell’Irlanda del Nord, incluse Londonderry, Antrim, Newtownabbey, Ballymena e Bangor; mercoledì, eventi di dimensioni contenute sono stati registrati a Coleraine e Derry, oltre che a Glasgow e Dublino. A Glasgow, tre manifestanti e due agenti di polizia sono rimasti feriti.
Mercoledì, il presunto autore dell’accoltellamento, Hadi Alodid, 30 anni, si è presentato in tribunale, dove è stato incriminato per tentato omicidio, possesso di armi in luogo pubblico e minacce di morte. Alodid, non noto alle forze di polizia, viveva nel Regno Unito dal 2023 con un permesso di soggiorno come rifugiato valido fino al 2028. La vittima, Stephen Ogilvie, ha subito gravi ferite facciali e sulla schiena, ed ha perso la vista da un occhio in seguito all’attacco.