Manifestazione No Tav in Valle di Susa: tensioni e scontri con le forze dell’ordine
Roma, 25 luglio 2026 – “C’eravamo, ci siamo, ci saremo. Ora e sempre No Tav”. Questo il messaggio principale del corteo organizzato dal movimento No Tav, descritto come la ‘marcia verso i cantieri della devastazione’. La manifestazione, che ha preso il via nel primo pomeriggio a Venaus (Torino), ha visto la partecipazione di alcune migliaia di persone, ventimila secondo gli organizzatori, riporta Attuale.
Durante il corteo, un gruppo di circa cento attivisti, appartenenti all’area più estremista del movimento, ha lanciato pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine predisposte a protezione del cantiere di San Didero. Gli scontri sono durati una ventina di minuti, con gli agenti che hanno risposto utilizzando lacrimogeni per disperdere i manifestanti.
Nel contempo, un gruppo di oltre 500 incappucciati, sempre parte dell’area antagonista, si è spostato al presidio dei Mulini e ha tentato di raggiungere il cantiere di Chiomonte in Val Clarea, noto per essere stato oggetto di attacchi da parte degli estremisti del movimento No Tav, che si oppongono alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.
Prima dell’inizio della manifestazione, le forze dell’ordine hanno sequestrato categorizzando oggetti potenzialmente pericolosi come fionde, razzi e petardi presso la stazione di Bardonecchia. Il prefetto di Torino, Donato Cafagna, aveva imposto restrizioni e divieti per motivi di sicurezza, mentre il questore Massimo Gambino ha emesso 14 provvedimenti, tra cui daspo urbani e fogli di via da Venaus.
Le tensioni hanno suscitato grande preoccupazione, evidenziando le fratture esistenti tra le autorità e i manifestanti. Le operazioni di controllo continuano, mettendo a confronto le necessità di sicurezza pubblica con il diritto di protesta dei cittadini, in un contesto di crescente polarizzazione sociale attorno alle questioni infrastrutturali in Italia.