Morte di Andrea Prospero, il padre chiede giustizia: “Mio figlio poteva essere salvato”

13.06.2026 20:45
Morte di Andrea Prospero, il padre chiede giustizia: “Mio figlio poteva essere salvato”

Lanciano, la tragedia di Andrea Prospero e il processo per istigazione al suicidio

Lanciano (Chieti), 13 giugno 2026 – Il caso di Andrea Prospero, un giovane di 19 anni che si è tolto la vita, continua a scuotere l’opinione pubblica. Un coetaneo, Emiliano Volpe, è attualmente a processo a Perugia con l’accusa di aver “rafforzato” la volontà suicida di Andrea attraverso l’assunzione di farmaci. “La non verità e la non giustizia. Non ho fiducia”, ha dichiarato il padre di Andrea, Michele Prospero, in un’intervista, riportata Attuale.

Andrea Prospero, scomparso il 24 gennaio 2025, è stato trovato morto cinque giorni dopo in un appartamento affittato nei pressi dello studentato dove viveva. Le circostanze della sua morte sono avvolte nel mistero, inclusa una tragica chat tra giovani adolescenti dove si leggeva “vai / ammazzati”. Questo tragico evento ha portato alla luce un’indagine che coinvolge presunti abusi legati all’uso di farmaci.

Michele Prospero ha facilmente espresso il suo dolore: “In questa inchiesta continuano ad esserci lacune, nessuno fino ad oggi mi ha dato i chiarimenti che chiedevo”. Attraverso l’indagine, è emerso che suo figlio sarebbe stato coinvolto in attività di truffa online, ma nessuno ha fornito certezze in merito. Un esperto informatico ha addirittura smentito le affermazioni riguardo le competenze informatiche di Andrea, suggerendo che non fosse in grado di condurre attività complesse.

Le autorità hanno sequestrato cinque telefoni cellulari e numerose SIM card all’interno dell’appartamento di Andrea, nessuna delle quali ha rivelato informazioni concrete legate alla sua morte. “Perché si sta processando una sola persona? Non è stato ancora individuato il secondo soggetto coinvolto nella chat”, ha aggiunto Michele, evidenziando le lacune nel procedimento legale.

La tragedia ha avuto un impatto devastante sulla vita della famiglia: “Qui a casa non si vive più, è un sopravvivere. Sono certo che dietro la morte di mio figlio ci sia un’organizzazione”, ha affermato Michele. “L’ultima volta che ho parlato con lui non avevo mai percepito un intento suicida. Aveva già pianificato il suo ritorno a Lanciano e sapevamo che doveva andare dal dentista.” Questo senso di normalità contrasta con la realtà inquietante della sua fine. Michele Prospero, un padre afflitto, chiede giustizia e verità, auspicando che l’indagine possa finalmente svelare cosa sia realmente accaduto a suo figlio.

Nonostante la tragica vicenda, Michele rimane un esempio di dignità e forza, sperando che le autorità continuino a fare luce sui dettagli di questo caso angosciante. “Vorrei chiedere al magistrato se è un padre, spero nel massimo della pena. Anche se niente mi riporterà indietro mio figlio. Spero che si facciano indagini molto accurate”, ha concluso, mentre la sua ricerca di giustizia persiste.

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  1. Non capisco come sia possibile che ci siano così tante lacune in un caso così tragico. La vita di un giovane e tutte queste domande rimaste senza risposta… sembra che le autorità non stiano facendo abbastanza. Una vera ingiustizia. Dobbiamo chiedere chiarimenti, ora!!!

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