L’immigrazione in Svizzera sotto il mirino del referendum del 14 giugno per limitare la popolazione a 10 milioni

14.06.2026 08:35
L’immigrazione in Svizzera sotto il mirino del referendum del 14 giugno per limitare la popolazione a 10 milioni

Svizzera al voto per limitare la popolazione: proposta controversa del referendum

Domenica 14 giugno, la Svizzera si prepara a votare su un referendum che mira a fissare un limite di popolazione a 10 milioni di abitanti. Attualmente, la popolazione è di 9,1 milioni, rendendola una delle più in rapida crescita in Europa, con un aumento del 25% dal 2002, attribuito principalmente all’immigrazione, riporta Attuale.

Un quarto dei residenti nella Confederazione elvetica è composto da stranieri: nel 2025 erano 2,4 milioni, una percentuale ben superiore rispetto alla media europea di circa il 10%. In Italia, il dato è del 9,4%. Questo contesto ha spinto il partito di destra nazionalista, l’Unione Democratica di Centro (UDC), a sostenere la necessità di limitare la popolazione come misura contro l’immigrazione. La retorica utilizzata è spesso stata considerata razzista, focalizzandosi su migranti provenienti da paesi non europei, nonostante la maggior parte dei cittadini stranieri in Svizzera provenga dall’Unione Europea.

Nonostante la Svizzera non faccia parte dell’Unione Europea, è collegata all’area Schengen che consente la libera circolazione delle persone. Attraverso accordi separati, i cittadini dell’UE possono lavorare liberamente in Svizzera. La disparità salariale attira molti lavoratori, con una media di stipendi superiori a 7.600 euro al mese per i dipendenti a tempo pieno nel 2024.

Le regole di assunzione sono però restrittive per i cittadini non europei, i quali possono fare domanda solo per determinate posizioni. Questa politica mira ad attrarre lavoratori qualificati, come dimostra il fatto che la metà degli immigrati dall’UE possiede un titolo di studio superiore al diploma.

In passato, l’UDC ha messo in discussione l’appartenenza della Svizzera all’area Schengen, sostenendo che gli immigrati dall’UE sottraggano opportunità di lavoro ai cittadini svizzeri mantenendo così i salari bassi. La proposta di referendum prevede che, al di sopra dei 10 milioni di abitanti, il governo svizzero debba sospendere l’accordo di libera circolazione delle persone e l’adesione all’area Schengen, con stime che prevedono tale superamento tra il 2040 e il 2045.

Questa proposta ha suscitato forti critiche da parte di associazioni imprenditoriali e sindacali, che avvertono di possibili carenze di personale e perdite economiche significative per miliardi di franchi. Inoltre, il rapido invecchiamento della popolazione in Svizzera, dove il tasso di fecondità è di 1,4 figli per donna, pone complesse sfide future, poiché nel 2025 il numero di over 65 supererà per la prima volta quello dei minorenni, aggravando la necessità di un supporto finanziario tramite le tasse degli immigrati lavoratori.

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