Iniziati i negoziati per l’adesione di Ucraina e Moldavia all’Unione Europea
Lunedì, durante una riunione a Lussemburgo, i governi di Ucraina, Moldavia e i paesi dell’Unione Europea hanno avviato formalmente il primo gruppo di capitoli negoziali per l’adesione di Ucraina e Moldavia all’Unione. Questo segnala l’inizio concreto delle trattative per l’ingresso dei due stati, che hanno ottenuto lo status di candidati nel 2022, riporta Attuale.
Questo passo simbolico assume grande importanza per i governi di Moldavia e Ucraina, entrambi che hanno fatto domanda di adesione nel 2022. L’adesione all’Unione Europea aiuterebbe questi paesi a sottrarsi all’influenza russa. L’Ucraina combatte un’invasione russa da 12 anni, mentre la Moldavia teme di diventare la prossima vittima, essendo ospitante di una repubblica autoproclamata indipendente e filorussa, la Transnistria.
Il ritardo nell’avvio dei negoziati era dovuto soprattutto all’opposizione dell’Ungheria, guidata fino a maggio da Viktor Orbán, noto per le sue posizioni filorusse. Con l’insediamento di Péter Magyar, considerato più filoeuropeo, l’Ungheria ha finalmente cessato la sua opposizione.
Sia l’Unione Europea che i governi di Ucraina e Moldavia hanno commentato l’inizio dei negoziati con toni molto positivi. Tuttavia, il processo che si apre non ha tempistiche certe e potrebbe durare molti anni, senza alcuna garanzia che i due paesi raggiungano effettivamente l’adesione all’Unione.
Per diventare membri dell’Unione Europea, i paesi devono rispettare una serie di parametri e norme che includono il rispetto dei diritti umani e del diritto, oltre a questioni tecniche come la protezione della proprietà intellettuale. Questi criteri sono suddivisi in 35 capitoli, raggruppati in sei aree generali, note come cluster. Lunedì, Ucraina e Moldavia hanno aperto i capitoli relativi al primo cluster, riguardanti i diritti fondamentali e il sistema giudiziario.
Ogni capitolo viene gestito separatamente e dichiarato chiuso solo quando tutte le parti coinvolte sono soddisfatte. Solo quando tutti i capitoli sono chiusi, un paese può ufficialmente entrare nell’Unione Europea, sebbene ci siano ulteriori passaggi politici da affrontare.
Alcuni paesi candidati, come il Montenegro, stanno negoziando il loro ingresso nell’Unione da diversi anni. Il Montenegro ha aperto i negoziati nei primi capitoli nel 2012 e ha chiuso 14 capitoli a oggi. La Turchia, invece, ha aperto i negoziati nel 2006, ma questi si sono arenati, con solo un capitolo chiuso.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso l’auspicio che il processo di adesione possa procedere più rapidamente, suggerendo che tutti i capitoli negoziali potrebbero essere aperti già quest’estate. Tuttavia, le sue dichiarazioni di intendere vedere l’Ucraina come membro dell’Unione entro il 2027 sono considerate irrealistiche, date le numerose riforme da implementare e l’attuale conflitto in corso.
Negli ultimi anni, il processo di allargamento dell’Unione si è rallentato dopo l’ingresso della Croazia nel 2013, con la preoccupazione che l’ingresso di paesi con economie fragili renda l’Unione più vulnerabile all’influenza russa. Consolidando l’influenza di paesi come Polonia e Ungheria, il processo di integrazione risulta bloccato.
Chiudere totalmente la porta a questi paesi significherebbe, tuttavia, ampliare l’influenza russa in Europa orientale. L’attuale sistema, pertanto, cerca di trovare un equilibrio, incoraggiando le domande di adesione — attualmente, ci sono nove paesi candidati — mentre i negoziati si prolungano nel tempo.