Si parte oggi
(Stefano Montefiori) Il G7 che si apre oggi a Evian è caratterizzato dall’inclusione delle posizioni dei Paesi non membri fin dalle fasi preparatorie, secondo l’Eliseo. Oltre ai leader dei sette principali Paesi occidentali (Stati Uniti, Canada, Giappone, Francia, Germania, Italia, Regno Unito), saranno presenti anche i rappresentanti di India, Brasile, Corea del Sud, Kenya, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Qatar, riporta Attuale.
Il summit affronterà questioni fondamentali come il Medio Oriente e la Ucraina, ma è stato preceduto da una videoconferenza con la Cina sulla “convergenza mondiale per la crescita”, con una riunione speciale programmata per mercoledì mattina.
Le preoccupazioni per gli squilibri economici globali sono particolarmente sentite da Stati Uniti e altri Paesi G7. La situazione attuale evidenzia che i cinesi producono ed esportano in eccesso, mentre gli americani importano e consumano troppo, e gli europei non riescono a produrre o consumare quanto sarebbe necessario.
Nella videoconferenza con la Cina e nei prossimi incontri a Evian, i leader cercheranno di equilibrare deficit e surplus per prevenire una crisi economica globale e garantire che l’Europa non rimanga un semplice spettatore nella rivalità tra Cina e Stati Uniti, afferma l’Eliseo. Nel 1975, quando il presidente francese Valéry Giscard d’Estaing riunì a Rambouillet i sei Paesi democratici più industrializzati, il G6 poi G7 rappresentava circa il 60% del PIL mondiale; oggi tale quota si è ridotta a meno del 44%, riflettendo l’attenzione crescente verso le economie emergenti del Sud.
Cambiamenti anche all’interno del G7: gli Stati Uniti, che rappresentavano il 45% del PIL totale, sono ora aumentati al 57%. Questo rende fondamentale mantenere gli Stati Uniti in dialogo attivo con gli altri membri.
Negli ultimi mesi, il presidente francese Emmanuel Macron ha lavorato per garantire la partecipazione del presidente americano Donald Trump, che aveva abbandonato in anticipo il summit in Canada l’anno scorso. Dopo aver modificato le date del vertice per coincidere con il compleanno di Trump, Macron ha pianificato una cena di gala a Versailles mercoledì sera, per celebrare il 250° anniversario degli Stati Uniti nel castello dove nel 1783 fu firmato il trattato di indipendenza.
In merito al Medio Oriente, gli europei sfrutteranno l’incontro per offrire la propria collaborazione e garantire la sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz, una volta firmato l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.
Domani mattina, Macron incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per cercare di stabilire una posizione condivisa tra Europa e Stati Uniti riguardo ai negoziati con la Russia. La proposta 3+2, discussa durante il vertice Putin-Trump di Anchorage, è stata scartata dall’Ucraina e dall’Europa, che invece mirano a un congelamento della situazione attuale al fronte.
Ieri, mentre i manifestanti “No G7” si sono mobilitati a Ginevra, hanno avuto luogo scontri con le forze dell’ordine svizzere, eludendo le severe misure di sicurezza attorno a Evian.