Attacchi dell’Ucraina ai magazzini di Wildberries: colpita l’economia russa
Nell’ultima settimana, le forze armate ucraine hanno colpito almeno quattro grossi magazzini di Wildberries, la principale piattaforma di e-commerce russa soprannominata “la Amazon russa”. È prematuro stabilire se si tratti di una nuova campagna di attacchi sistematici, paragonabile a quella contro le raffinerie che ha causato carenze di carburante, ma è evidente che mirare a Wildberries consente di danneggiare l’economia russa, riporta Attuale.
Wildberries non è solo un gigante dell’e-commerce, ma vanta una presenza capillare con 40.000 negozi e punti di ritiro in tutto il paese, anche nelle regioni più remote. L’azienda gestisce circa 20 milioni di ordini al giorno ed è uno dei principali datori di lavoro della Russia, con Wildberries e la sua principale rivale Ozon che impiegano circa 4 milioni di persone, oltre il 5% della forza lavoro totale russa. Le vendite di entrambe le aziende rappresentano l’8,5% del Prodotto Interno Lordo della Russia.
Nella Russia di Vladimir Putin, è inverosimile che un’azienda privata, come Wildberries, possa crescere senza il sostegno del regime. Il consigliere economico di Putin, Maksim Oreškin, ha laudato le piattaforme di e-commerce come una nuova forma di economia pianificata, sostituendo lo stato sovietico con algoritmi di mercato.
La rilevanza economica di Wildberries è testimoniata dal progetto di costruzione di un nuovo grattacielo a Mosca, destinato a diventare l’edificio più alto della capitale, con completamento previsto nel 2030.
Negli ultimi due anni, Wildberries è stata al centro di una faida tra i due fondatori: Tatyana Kim, diventata la donna più ricca della Russia grazie alla piattaforma, e il suo ex marito Vladislav Bakalchuk, che ha intrapreso azioni legali nei suoi confronti. Kim ha sempre avuto un ruolo pubblicamente predominante; ha fondato Wildberries nel 2004 mentre era in congedo di maternità, inizialmente concentrandosi sull’abbigliamento femminile e sulla rivendita di prodotti occidentali, per poi espandersi e diventare un canale importante per negozi e produttori russi.
Dopo il divorzio nel 2024, in un contesto di conflitto sul controllo dell’azienda, Kim ha proposto una fusione con Russ Outdoor, una società di cartelloni pubblicitari, ottenendo il 35% delle azioni del nuovo gruppo, nonostante un fatturato inizialmente inferiore rispetto a Wildberries. Bakalchuk si è opposto, accusando Kim di averlo escluso dall’azienda e cercando supporto da Ramzan Kadyrov, il leader ceceno noto per la sua lealtà a Putin.
Kadyrov si era offerto di intervenire, ma Bakalchuk ha perso il controllo sull’azienda e, dopo un tentativo di riprendere Wildberries con la forza che ha portato a una sparatoria nella sede, è rimasto con solo l’1% delle azioni a seguito di una sentenza del tribunale. La sparatoria, avvenuta nel settembre 2024, ha coinvolto Bakalchuk e ha portato all’arresto di varie persone, comprese quelle legate a forze di sicurezza cecene, ma non sono state presentate accuse formali contro di lui.
Dopo questa disputa, Kim si è affermata come la figura dominante nella gestione di Wildberries. Ha ampliato la sua visibilità pubblica e ha assunto ruoli attivi nel Fronte Popolare Panrusso, la coalizione di partiti allineata al governo, partecipando a eventi economici e avendo precedentemente ricoperto una posizione nel consiglio di amministrazione di VTB, una delle principali banche russe.
In reazione agli attacchi recenti, Kim ha promesso risarcimenti generosi alle famiglie dei lavoratori vittime dell’offensiva ucraina. Il governo ucraino sostiene che Wildberries svolga un ruolo nelle forniture militari all’esercito russo, con una selezione di prodotti “dual use” disponibili sul sito, che possono essere utilizzati sia in ambito civile che militare, come elmetti e uniformi.
L’impatto principale di questi attacchi, se continueranno, sarà sull’economia russa. L’obiettivo dell’Ucraina è far sentire anche alla popolazione le conseguenze della guerra, sperando che ciò possa mettere pressioni su Putin per modificare le sue richieste. Tra i magazzini colpiti ci sono importanti centri di smistamento come quelli di Elektrostal e Kotovsk, con stime che indicano compromissioni del 10% della capacità logistica del gruppo e danni materiale per oltre 330 milioni di euro, oltre a 150 milioni in prodotti distrutti.
In risposta, Wildberries ha ridotto le commissioni per i venditori e ha scontato le spese di spedizione per coloro che sono stati colpiti dagli attacchi, mentre la piattaforma e altri siti di e-commerce stanno considerando di rivedere le loro capacità logistiche, spostandole verso magazzini più piccoli o rendendo più sicuri quelli esistenti.