Morto Jason Arday, il professor prodigio di Cambridge al centro di un caso di plagio

15.08.2026 10:25
Morto Jason Arday, il professor prodigio di Cambridge al centro di un caso di plagio

Morte di Jason Arday: il caso del professore di Cambridge coinvolto in uno scandalo di plagio

Il corpo di Jason Arday, ex professore della Università di Cambridge e al centro di un controverso caso di plagio, è stato rinvenuto senza vita nel suo appartamento a Battersea, Londra, il 14 agosto. Le autorità non sospettano foul play, con l’ipotesi più plausibile che si tratti di suicidio, un epilogo tragico di uno scandalo che ha scosso il mondo accademico britannico nelle ultime settimane, riporta Attuale.

Arday, considerato tre anni fa il più giovane professore nero di Cambridge e affetto da autismo, ha visto il suo nome associato a gravi accuse di frode accademica. Recentemente emerse, le rivelazioni hanno svelato che aveva fabbricato e gonfiato il suo curriculum, plagando significativi passaggi dai lavori di altri ricercatori.

A causa delle sue affermazioni stravaganti, come aver imparato a leggere e scrivere solo a 18 anni e di aver corso 600 miglia in sei giorni, il suo profilo pubblico ha subito una drastica caduta. Era emerso che ben 180 passaggi della sua tesi di dottorato erano identici ad opere di altri studiosi, gettando ombre sulla sua credibilità.

Nonostante le crescenti accuse, l’ambiente accademico di Cambridge era restato a lungo in silenzio. Critiche e sospetti erano stati spesso accolti con accuse di razzismo, rendendo difficile per chiunque mettere in discussione le sue affermazioni. Anche la polizia era intervenuta per dissuadere un giornalista dall’indagare ulteriormente, sostenendo che ciò avrebbe potuto mettere a rischio la salute mentale di Arday.

Con l’aumentare delle rivelazioni, Cambridge ha aperto un’inchiesta sulla sua nomina, spingendo Arday a dimettersi. Il caso ha aperto un ampio dibattito sui criteri di eccellenza accademica e sul loro potenziale sviamento da parte di politiche di inclusione e diversità, mentre alcuni sostenevano che il caso di Arday riflettesse un pregiudizio razziale.

Nei giorni successivi alla sua morte, la famiglia di Arday ha diffuso una dichiarazione affermando che il professore era stato oggetto di una “campagna diffamatoria” durata oltre tre anni, portata avanti da chi cercava di screditarlo. La loro nota, pubblicata dalla casa editrice Simon & Schuster, ha definito la situazione insopportabile per Arday, riflettendo le tensioni e le pressioni che ha vissuto negli ultimi anni.

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