Intercettazioni navali: le forze francesi intensificano le operazioni contro il traffico russo
Le forze francesi hanno abbordato nuovamente le petroliere della flotta-ombra russa, un’azione che segna la decima volta negli ultimi mesi. Dall’autunno del 2025, per quattro volte, questi interventi sono stati effettuati con il supporto britannico, riportando l’attenzione sulle operazioni del traffico marittimo sospetto. Le precedenti operazioni si sono concentrate nell’Atlantico occidentale e, quest’anno, tra Spagna e Marocco, nel Mediterraneo e a Nord della Bretagna, riporta Attuale.
Parallelamente, la Svezia ha intervenuto tra marzo e maggio di quest’anno, intercettando altre cinque petroliere legate alla Russia nelle sue acque territoriali. Le operazioni, che spesso portano all’arresto dei capitani per falsificazione di documenti, sono state condotte anche da Estonia, Finlandia e Belgio, con la Germania che ha aumentato la sua sorveglianza nella regione.
In Italia, la reazione a queste manovre europee è attutita da voci politiche oggettivamente filorusse. Si stima che le petroliere russe, sotto false bandiere e violando il diritto del mare, continuano a solcare il Mediterraneo, partendo da Novorossijsk nel Mar Nero e transitando per Gibilterra, con destinazioni come India e Cina. Un quinto dell’export di greggio russo proviene da Novorossijsk, con traffico così intenso che, in dicembre, un drone ucraino ha distrutto una petroliera russa nel Mediterraneo, evitando una potenziale catastrofe ambientale, poiché la nave era vuota. Il messaggio ucraino è chiaro: «Se non fermate voi europei questo traffico di greggio, allora lo faremo noi».
In risposta, la Russia ha spostato missili a medio raggio nelle sue basi in Libia per proteggere i flussi di petrolio. In questo contesto, è difficile stimare quanto sia probabile che l’Italia attui interventi simili a quelli di Gran Bretagna, Francia, Svezia, Estonia e Finlandia. Tuttavia, è evidente che la storiografia nell’Europa orientale sta cambiando, con alcuni paesi che fanno un passo avanti nel sostenere l’Ucraina e autodifendersi dalla Russia.
Le azioni contro le petroliere russe non incidono in modo significativo sulle entrate russe, già incrementate a causa dell’aumento dei prezzi globali. Tuttavia, ora i capitani sono consapevoli dei rischi di arresto e le compagnie navali temono di perdere le loro navi. In un mondo caratterizzato da conflitti aperti, la libertà di navigazione è in discussione, con gli stretti marittimi strategici sempre più controllati e da cui ci si aspetta che gli interessi vengano mantenuti attraverso azioni militari dirette.
Ma che situazione incredibile! In un periodo di tensioni globali, i paesi europei si muovono contro l’ombra russa nei mari. Che futuro ci aspetta? Bella la solidarietà, ma noi italiani sembra che restiamo fermi a guardare… C’è bisogno di più azione da parte nostra!