Accordo tra Stati Uniti e Iran: firmato memorandum per mettere fine al conflitto
Nella notte tra mercoledì e giovedì, i presidenti di Stati Uniti e Iran hanno firmato una copia dell’accordo raggiunto domenica per porre fine alla guerra in corso tra i due paesi. Il presidente statunitense Donald Trump ha ufficializzato la firma durante una cena di lavoro alla reggia di Versailles, nell’ambito del G7 in Francia. L’Iran, successivamente, ha confermato che anche il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha firmato una copia dell’accordo, riporta Attuale.
Il documento firmato è un memorandum of understanding, ovvero un pre-accordo, che risulta particolarmente favorevole per l’Iran e sfavorevole per Trump. Entrambi i paesi hanno comunicato che il memorandum è stato firmato elettronicamente e che è entrato in vigore.
Shehbaz Sharif, primo ministro del Pakistan e mediatore nella questione, ha annunciato che la cerimonia di firma ufficiale si terrà venerdì in Svizzera. Tuttavia, un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che non ci sarà alcuna cerimonia, poiché i presidenti hanno già completato la firma in formato elettronico.
Secondo il testo diffuso dalla presidenza degli Stati Uniti, l’accordo include, tra l’altro, la riapertura dello stretto di Hormuz, la creazione di un fondo per la ricostruzione dell’Iran di “almeno 300 miliardi di dollari” e la rimozione delle sanzioni internazionali. Tuttavia, il documento non chiarisce il futuro del programma nucleare iraniano, su cui i due paesi hanno visioni divergenti. Si intuisce che l’Iran potrà mantenere il proprio programma nucleare per scopi civili, ma non è specificato se le sue attività saranno monitorate da enti indipendenti per garantire il rispetto di tali promesse.
Stati Uniti e Iran dispondranno di 60 giorni, rinnovabili, per giungere a un “accordo finale”.
In una conferenza stampa, Trump ha avvertito che, in caso di violazione dell’accordo da parte dell’Iran, gli Stati Uniti potrebbero riprendere i bombardamenti sul paese, come aveva anticipato mercoledì pomeriggio. Durante il G7, aveva già specificato che l’accordo attuale non è definitivo, affermando che se le condizioni non soddisferanno gli Stati Uniti, le forze americane riprenderanno a “sganciare bombe sulle teste degli iraniani”.