Le critiche di Mosca all’esito del G7 di Evian: Trump sotto attacco
Le tensioni tra Mosca e Washington si intensificano dopo il recente vertice di Evian, con i media russi e figure politiche che accusano il presidente USA di ambiguità sulla guerra in Ucraina e di voler trasferire il peso del conflitto sull’Europa, riporta Attuale.
Le dichiarazioni critiche nei confronti di Donald Trump stanno diventando sempre più dure. I media russi, in particolare, si sono scatenati, definendo il presidente statunitense come colui che “recita la parte di una ragazza incinta” e un “Anticristo camuffato da clown”. Questo riflette una tradizione di antiamericanismo radicata nella propaganda russa. Le frasi citate provengono da editoriali di pubblicazioni come Komsomolskaya Pravda e interventi di blogger e esperti militari russi durante i salotti televisivi di Vladimir Solovyov.
La diplomazia russa, tuttavia, appare più cauto, con funzionari che evidenziano la necessità di un approccio più strategico. Al G7 di Evian, il messaggio è stato chiaro: l’Occidente deve affrontare le sue scelte con fermezza. La reazione del senatore Andrei Klimov, che ha descritto il vertice come un “raduno di falliti”, è indicativa della frustrazione russa verso le politiche occidentali che sembrano incapaci di promuovere una pace duratura. Il politologo Marat Bashirov ha avvertito: “Il rischio principale per noi è che Trump stia giocando alla diplomazia ibrida”, alludendo alla possibilità che gli USA possano continuare a supportare militarmente l’Ucraina con fondi europei mentre mantengono le distanze.
Anche i sentimenti tra i sostenitori più ferventi dell’ultranazionalismo russo si stanno consolidando. Alexander Kots, noto blogger, ha commentato l’esito del G7 sottolineando come l’Europa stia pagando per il conflitto e che gli Stati Uniti stiano negoziando su più fronti. “Non è né una vittoria né una sconfitta”, ha detto, “è un consolidamento dello status quo”. Inoltre, le affermazioni di Sergei Lavrov, che ha dichiarato che “noi non vogliamo questa guerra, sono ‘loro’ che ci costringono a combatterla”, suggeriscono una possibile retorica di difesa e di escalation.
In seguito alle tensioni evidenziate al G7, un editoriale del Moskovskij Komsomolets ha invitato a non considerare seriamente le dichiarazioni fatte durante il vertice. Secondo l’articolo, i politici europei avrebbero esagerato i successi ucraini, mentre i danni inflitti dall’esercito russo sono ben più significativi. Gli attacchi ucraini a distanza sui territori russi sono considerati di scarsissima rilevanza rispetto alle devastazioni che affronta l’Ucraina.
Infine, mentre Putin si prepara a un incontro nel Tatarstan, non ci sono segnali concreti di un futuro compromesso. Le affermazioni tossiche e le speranze di pace sembrano lontane. Con l’Occidente che punge e la Russia che mantiene una posizione difensiva, l’orizzonte politico rimane incerto.