Il potere curativo dell’incanto secondo Wenke Husmann: la vita come catalogo di miracoli quotidiani

18.06.2026 12:35
Il potere curativo dell'incanto secondo Wenke Husmann: la vita come catalogo di miracoli quotidiani

Il potere curativo di un cielo stellato

Roma, 18 giugno 2026 – Non è più possibile sottovalutare il potere curativo di un cielo stellato. O dimenticare che per certe tristezze un temporale di quelli buoni, generoso di bagliori e sussulti, è più efficace dell’antibiotico. Quando la vita si mette storta è necessario procurarsi con urgenza l’incontro con un cervo volante, il prodigioso coleottero cornuto che non si fa domande sul peso forma e vola. Oppure fare il pieno di lucciole in un prato, riassumere il mondo dalla cima di una montagna, spalancare gli occhi su un fondale dove se va bene transita il cavalluccio marino, altro scherzo assemblato da un regista benevolo per tirarci su il morale, riporta Attuale.

La giornalista tedesca Wenke Husmann lo dice bene in un articolo pubblicato a gennaio su Internazionale: “Funziona a meraviglia”. E si riferisce all’incanto, la capacità che hanno i bambini di entusiasmarsi per tutto, di vedere la vita come un catalogo di miracoli quotidiani. La pozzanghera è un cielo capovolto, il guscio di lumaca fortezza, la pioggia sui vetri una melodia con un codice cifrato. Incanto è chiedere continuamente perché, galleggiare sul tempo, credersi magici o almeno fatti della stessa materia delle stelle, come insisteva l’astronomo Carl Sagan.

Da Jung a Tagore a Thoreau ci hanno provato in tanti a suggerirci che la soluzione è quella. Anche la scrittrice francese George Sand e mia nonna, che leggeva ai nipoti la sua “Piccola Fadette”. Non importa quanto ti sia andata male. La storia della ragazzina orfana con fama di strega conferma che la guarigione è sempre possibile: davanti alla formica, al campo di papaveri spettinato dal vento.

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