Attacco notturno dell’Ucraina su Mosca: colpita importante raffineria
Nella notte tra mercoledì e giovedì, l’Ucraina ha lanciato un attacco massiccio contro la Russia, utilizzando centinaia di droni e colpendo per la seconda volta in tre giorni una raffineria di Mosca, in uno dei più ampi raid realizzati sulla capitale russa dall’inizio dell’invasione nel 2022, riporta Attuale.
L’assalto ha causato incendi significativi all’interno del complesso. Il governatore di Mosca, Andrei Vorobyev, ha dichiarato che almeno 16 persone sono rimaste ferite, mentre il ministero della Difesa russo ha affermato che i sistemi di difesa aerea hanno abbattuto più di 550 droni a livello nazionale, con 194 di questi diretti verso Mosca. In seguito agli attacchi, l’amministrazione locale ha deciso di chiudere tutti e quattro gli aeroporti della città per una parte significativa della mattinata.
Video degli incendi alla raffineria sono stati condivisi ampiamente sui social media, mostrando colonne di fumo che si levano sopra Mosca.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l’operazione, definendola una “risposta completamente giustificata” alle aggressioni russe sulle città ucraine fin dall’inizio del conflitto. Questo attacco evidenzia i notevoli progressi tecnologici dell’Ucraina, che ora riesce a utilizzare droni per colpire obiettivi distanti, come Mosca, situata a circa 800 chilometri dal confine ucraino.
La raffineria colpita, conosciuta come Raffineria Mosca o Raffineria Kapotnya, è tra le più grandi della Russia, con una capacità di lavorazione di oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio all’anno. Essa soddisfa circa il 40% del fabbisogno di carburante della regione capitale e fornisce carburante per l’aviazione a tutti e quattro i principali aeroporti di Mosca. Sicuramente, l’impianto era già stato danneggiato in un attacco precedente avvenuto martedì, che aveva portato a una temporanea interruzione delle attività.
Inoltre, nelle ultime ore, l’Ucraina ha colpito altre zone di Mosca e la regione di Rostov, situata nel sud della Russia vicino al confine ucraino, inclusi territori attualmente occupati dalle forze russe.