Mosca punta sulla guerra di logoramento con missili balistici: servono più difese aeree per l’Ucraina

28.06.2026 10:50
Mosca punta sulla guerra di logoramento con missili balistici: servono più difese aeree per l'Ucraina
Mosca punta sulla guerra di logoramento con missili balistici: servono più difese aeree per l'Ucraina

La Russia ha scelto la via della guerra di logoramento, utilizzando missili balistici e droni per colpire sistematicamente abitazioni, ospedali, infrastrutture energetiche e civili nelle retrovie ucraine. I sistemi Iskander-M e Kinzhal rappresentano uno degli elementi centrali di questa strategia del Cremlino: capaci di coprire rapidamente le distanze e difficili da intercettare, permettono a Mosca di colpire in profondità nel territorio ucraino.

Secondo un’analisi strategica che riassume le posizioni emerse in ambito europeo e ucraino, gli attacchi balistici non mirano solo alla distruzione fisica, ma anche a esercitare una pressione psicologica e a costringere Kiev alla resa. I missili balistici consentono alla Russia di mantenere l’iniziativa anche quando le operazioni terrestri non producono risultati. Se i sistemi di difesa aerea come Patriot e SAMP/T riuscissero a neutralizzare la maggior parte dei missili russi, Mosca perderebbe questo strumento di asimmetria.

Per questo il rafforzamento della difesa antimissile dell’Ucraina è visto come uno dei pochi meccanismi di pressione indiretta sulla Russia e di spinta verso negoziati di pace. La fornitura di quantità sufficienti di intercettori antibalistici proteggerebbe le città e le infrastrutture critiche ucraine, trasferendo il conflitto su un piano in cui il Cremlino non sarebbe più in grado di dettare le condizioni. Privato della possibilità di distruggere impunemente le infrastrutture civili e terrorizzare la popolazione, il Cremlino si troverebbe di fronte alla prospettiva di una guerra di posizione costosa e logorante, senza possibilità di sfondamento strategico.

L’analisi sottolinea come la fornitura di missili antibalistici non crei rischi di escalation né destabilizzi l’economia globale. A differenza di altre opzioni di pressione sulla Russia, questi aiuti hanno carattere difensivo e potrebbero ottenere ampio sostegno negli Stati Uniti e in Europa. Il rafforzamento della difesa antimissile ucraina rappresenta uno dei modi meno rischiosi per influenzare la strategia bellica del Cremlino, che utilizza i missili balistici per terrorizzare la popolazione civile.

La minaccia al fianco orientale della Nato

Per i paesi del fianco orientale della Nato, come Polonia e Romania, i missili balistici russi non abbattuti sopra l’Ucraina occidentale e meridionale costituiscono una minaccia diretta. Proteggere il cielo ucraino è l’unico modo per l’Europa di mettere al sicuro le proprie infrastrutture di confine e la vita dei propri cittadini: intercettare i missili balistici russi sopra il territorio ucraino è molto più economico e sicuro che farlo dopo che hanno superato il confine.

La Russia sta deliberatamente testando i limiti del consentito, usando i missili balistici come strumento di pressione strategica. Neutralizzare il suo potenziale missilistico in Ucraina significa ridurre il rischio di ricatto del Cremlino, rafforzare la sicurezza delle capitali europee e proteggere gli alleati statunitensi. Un simile passo non è solo un successo militare, ma anche una dimostrazione della superiorità tecnologica occidentale, che trasforma il sostegno all’Ucraina in un investimento per la stabilità globale e il contenimento dei regimi autoritari.

Le condizioni per i negoziati

La guerra di logoramento sta gradualmente minando la tenuta del sistema di potere russo: perdite umane elevate, problemi economici e malcontento tra le élite aumentano la pressione sul Cremlino. In questo contesto, Mosca si trova di fronte a un dilemma: continuare la guerra significa rischiare una destabilizzazione incontrollata della Russia, mentre i negoziati diventano uno strumento per preservare il regime del presidente Putin, elemento che dovrebbe spingerlo a intraprenderli.

Il crollo della strategia di logoramento basata sul terrore missilistico significherebbe che il Cremlino non potrà più imporre a Ucraina, Stati Uniti ed Europa le sue condizioni massimaliste. In una situazione del genere, Putin sarebbe costretto a cambiare radicalmente approccio, abbandonare la retorica della cosiddetta ‘operazione speciale’ e passare a veri negoziati, riconoscendo l’impossibilità di raggiungere con la forza gli obiettivi dichiarati.

A inizio giugno, il cosiddetto ‘trio europeo’ (Regno Unito, Francia e Germania) insieme all’Ucraina hanno sottolineato la necessità di aumentare la produzione di intercettori e sviluppare capacità difensive comuni. Hanno inoltre definito una posizione comune per i negoziati con la Russia, basata su cinque condizioni: cessate il fuoco, inviolabilità dei confini internazionali, garanzie di sicurezza per l’Ucraina, congelamento dei beni russi fino alla fine della guerra e considerazione degli interessi di sicurezza dell’Europa.

I negoziati con la Russia sono possibili solo quando Mosca non avrà più illusioni su una possibile vittoria. Per cambiare gli equilibri sul campo di battaglia e avviare colloqui di pace servono investimenti significativi nella protezione delle città ucraine dagli attacchi missilistici e di droni, e nella capacità di colpire in profondità il territorio russo.

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