Putin riconosce le difficoltà interne: scarseggia la benzina, l’export a rischio

29.06.2026 12:45
Putin riconosce le difficoltà interne: scarseggia la benzina, l'export a rischio

Le sfide di Putin e il drammatico bilancio delle perdite russe

Vladimir Putin si trova a fronteggiare difficoltà crescenti nella sua campagna militare contro l’Ucraina, mentre i raid aerei ucraini colpiscono sempre più il sistema energetico e militare della Russia. Le risposte all’emergenza variano dalla possibilità di una mobilitazione di massa, che minerebbe gli equilibri interni della società russa, alla minaccia di un ricorso all’arma atomica in situazioni di grande crisi. Questi timori non sono nuovi; già durante le controffensive ucraine dell’autunno 2022, il Cremlino aveva lanciato segnali di minaccia, costringendo a colloqui ad Ankara tra funzionari di alto livello per evitare un’escalation nucleare, riporta Attuale.

Recentemente, Putin ha riconosciuto la gravità dei problemi di approvvigionamento di carburante generati dai continui attacchi ucraini, istituzionalizzando una task force per garantire le forniture. “Le difficoltà per gli automobilisti e per le imprese persistono”, ha dichiarato, specificando che le riserve di benzina ammontano a 1,7 milioni di tonnellate e si sta valutando la necessità di “bloccare l’esportazione di gasolio”.

Le parole del noto storico anti-Cremlino, Peter Frankopan, docente a Oxford, evidenziano un clima di crisi interna senza precedenti. “Stiamo molto attenti alle mosse disperate di un uomo che sta annegando”, ha affermato. La stabilità del regime di Putin è infatti minacciata, poiché le sue forze armate continuano a subire perdite significative, nonostante alcune vittorie segnalate dalla Tass, che ha riportato la conquista di due villaggi nelle regioni di Dnipro e Zaporizhzhia.

Secondo Frankopan, le perdite russe sarebbero allarmanti, con circa 30.000 soldati tra morti, feriti e dispersi ogni mese. “L’aspettativa media di vita per una recluta russa dal momento dell’arrivo nel campo di addestramento al fronte varia tra i 10 giorni e le tre settimane”, ha aggiunto. Nei combattimenti, le reclute non sopravvivono generalmente “oltre i 20-35 minuti”. Grazie all’uso di droni e a strategie avanzate del ministero della Difesa ucraino, per ogni soldato ucraino neutralizzato se ne colpiscono otto russi. Anche se le cifre ufficiali sono scarse e variabili, si stima che le perdite russe complessive ammontino a circa 1,2 milioni, contro meno di 600.000 per gli ucraini. Recentemente, Kiev ha annunciato nuovi attacchi che hanno ridotto la capacità di raffinazione del greggio russo a 700.000 barili al giorno, ben lontano dai 6 milioni del 2021.

Frankopan conclude avvisando che le future mosse di Putin potrebbero rivelarsi decisive: “Per mantenersi a galla, potrebbe spingere la testa degli altri sott’acqua”. Il rischio di un’escalation con la NATO rimane alto, e la possibilità di una nuova revoluzione come nel 1917 non è da escludere.

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