Gianni Alemanno esce dal carcere dopo un anno e mezzo di detenzione
Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia, affermando di aver vissuto la sua detenzione “da innocente” e lamentando l’assenza di un bicchiere di vino e della montagna. L’ex sindaco di Roma ha scontato un anno, cinque mesi e ventiquattro giorni di pena per traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio, nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, riporta Attuale.
Ad accoglierlo, amici, familiari e circa duecento militanti di destra del suo movimento Indipendenza, confluito in Futuro Nazionale, tra cui spicca Roberto Vannacci. Quest’ultimo, assente al momento della liberazione, ha comunque fatto sapere la sua disponibilità a visitarlo. Alemanno ha scherzato sul suo ritorno, affermando di essere un “martire” ma non un “santo”.
L’ex sindaco non intende candidarsi a nessun ruolo istituzionale, sostenendo di aver dato abbastanza alla politica. Anzi, ha affermato che la fase della sua vita in prigione è conclusa e che avverte un cambio di direzione, abbracciando la destra sovranista, contrapposta a quella conservatrice di Giorgia Meloni, dalla quale sostiene di sentirsi deluso.
Il primo pranzo da uomo libero si è consumato in un ristorante sulla Tiburtina, dove ha rimesso una collana d’oro con una croce celtica, sotto l’eco delle canzoni neoprogressive de La compagnia dell’anello. La cena successiva è stata con Vannacci, che ha criticato Meloni per non rappresentare i principi della destra sociale e sovranista. Alemanno crede che il premier dovrebbe dialogare con Vannacci, dato che non ha il monopolio della destra.
In merito alle condizioni carcerarie, Alemanno ha mostrato preoccupazione, sottolineando che il governo Meloni non ha preso provvedimenti. Intende chiedere un incontro al Guardasigilli Carlo Nordio per discutere della “vergogna” della situazione nelle prigioni italiane. Alemanno ha tenuto un diario durante la detenzione e ha ricevuto il supporto di amici storici come Mario Landolfi, che ha lodato la sua capacità di affrontare questa difficile esperienza.