L’amministrazione comunale di Riccione ha avviato un’azione legale contro il profilo «Legaofficial» su TikTok, accusato di aver diffuso un video che presenta in maniera distorta la città, associando immagini legate ai migranti sulla spiaggia di Ceuta a Riccione. Il Comune richiede un risarcimento di un milione di euro per diffamazione aggravata e ha già incaricato l’Avvocatura comunale di perseguire i responsabili della realizzazione e diffusione del filmato, sottolineando il danno all’immagine della città, riporta Attuale.
Il video discriminatorio
La decisione di ricorrere in tribunale giunge a seguito della diffusione del video avvenuta il 6 agosto, nel quale le immagini di Ceuta sono state presentate come se si trattasse di un contesto distopico all’interno della spiaggia di Riccione, accompagnato dalla scritta «Pov: È il 2023, sei in spiaggia a Riccione e Matteo Salvini non è ministro dell’Interno». Il video ha raggiunto oltre 500mila visualizzazioni ed è stato pubblicato da un account con oltre 200mila follower e una spunta blu, il cui contenuto è stato approvato dallo stesso profilo personale del vicepremier. L’amministrazione ha denunciato l’utilizzo della città per veicolare messaggi discriminatori con scopi di propaganda politica, lamentando una lesione del «decoro e dell’onore della comunità riccionese».
Lo scontro con la Lega
Il sindaco Daniela Angelini aveva precedentemente chiesto la rimozione del video e le scuse ufficiali di Matteo Salvini, se il profilo fosse confermato come appartenente alla Lega. Angelini ha sollecitato un intervento a tutela della città. In merito alla questione, il deputato del Pd, Andrea Gnassi, ha annunciato un’interrogazione a Salvini, mentre Jacopo Morrone della Lega ha definito il video come «una semplice provocazione» e «un meme» che richiama il tema della gestione dei flussi migratori. L’amministrazione comunale ha respinto questa interpretazione, affermando che «Riccione non è la scenografia di una propaganda d’odio né il teatro per le provocazioni di alcuno». Secondo Angelini, definire il filmato «un’allegoria» o «una semplice provocazione» rappresenta «un atto di irresponsabilità politica e istituzionale». Il Comune ha anche comunicato che, in caso di riconoscimento del risarcimento, la somma sarà destinata a un fondo comunale per supportare cittadini e famiglie in difficoltà nel pagamento degli affitti.