Il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, ha sottolineato che la presenza di studenti non italiani nella città toscana supera significativamente la media nazionale dell’11,6%, rendendo inapplicabile il tetto del 30% proposto dal governo. Questo è stato definito «non utile al paese» da Biffoni, che ha anche elogiato il ruolo di Mattarella nella difesa della Costituzione, enfatizzando come la sua posizione vada oltre le singole fazioni politiche, riporta Attuale.
Il tetto agli stranieri a scuola
Biffoni ha rilasciato queste dichiarazioni in un’intervista a Quotidiano Nazionale, invitando la premier Meloni a visitare Prato: «Non come politico in campagna elettorale, ma come presidente del Consiglio e come amministratrice di lungo corso, vorrei mostrarle quanto la sua proposta sia inapplicabile e non utile al futuro di questo Paese». Ha aggiunto che un limite rigido ai cittadini stranieri imporrebbe due alternative insostenibili: negare il diritto allo studio a bambini residenti nel nostro comune o costringere famiglie ed educatori a complessi trasferimenti verso plessi distanti chilometri.
L’indicatore di dispersione scolastica
Biffoni ha anche evidenziato che a Prato «l’indicatore di dispersione e ritardo scolastico si attesta intorno all’11%, posizionando la città tra quelle con i valori più alti a livello nazionale. Ogni anno, oltre 500 giovani abbandonano la scuola senza completare il proprio percorso formativo. Inoltre, circa 300 minorenni residenti non risultano iscritti ad alcun istituto scolastico, con quasi il 75% di origine cinese. Ciò si traduce in una carenza di competenze di base, poiché quasi 1 studente su 2 conclude il ciclo delle scuole medie senza raggiungere le competenze alfabetiche richieste dagli standard nazionali.
La scuola pubblica
Secondo Biffoni, «la scuola pubblica non ha bisogno di vincoli numerici, ma di strumenti concreti e risorse che consentano una gestione competente dell’integrazione. È compito del governo fornire agli istituti scolastici e agli enti locali i fondi necessari per gestire efficacemente i processi di integrazione. Affrontare con successo queste complessità richiede risposte strutturali e investimenti adeguati: significa quattrini veri, soldi veri da investire negli edifici scolastici e soprattutto nelle persone».
Gli insegnanti
In merito alla necessità di supporto agli insegnanti, Biffoni ha avvertito che in una realtà come quella di Prato servono insegnanti specializzati nell’insegnamento dell’italiano L2 per i neofiti, assistiti da mediatori linguistico-culturali per agevolare l’inserimento scolastico. Sono richieste anche figure come gli “educatori di corridoio” e progetti mirati a inserire facilitatori nelle classi, per favorire una comunicazione efficace con le famiglie e utilizzare al meglio le nuove tecnologie disponibili.