Proteste crescenti in Inghilterra contro il piano del governo di insediare 1250 migranti in comunità rurali.
Rivolta in Inghilterra contro l’insediamento di migranti a Barnham
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – La tensione cresce nell’Inghilterra rurale: dopo Piddington, ora anche Barnham, nel Suffolk, sta considerando un referendum simbolico per l’indipendenza dalla Gran Bretagna, riporta Attuale.
Il malcontento è scaturito dal piano del governo britannico di trasferire 1250 richiedenti asilo, tutti maschi, nella base RAF prospiciente il villaggio, che conta meno di 600 abitanti e non possiede neppure un pub. Questo progetto ha sollevato preoccupazioni tra i residenti, dato che le piccole comunità locali si sentono minacciate dalla presenza di un numero così elevato di migranti.
In Gran Bretagna, a differenza di altri paesi come l’Italia, i migranti che arrivano illegalmente non vengono collocati in centri di permanenza, ma sono ospitati in hotel di lusso, con costi che possono raggiungere 200 euro a notte, per una spesa complessiva pubblica annuale di circa 6-7 miliardi di sterline. La libertà di movimento di cui godono, sebbene con divieto di lavoro, alimenta ulteriormente le preoccupazioni riguardo gli effetti dell’installazione nella comunità.
Per ridurre i costi associati, il governo sta tentando di utilizzare le basi militari per ospitare i migranti. Tuttavia, il sentimento di opposizione tra i residenti rimane forte. A Piddington, il 90% della popolazione ha votato per un’ipotetica secessione, un gesto che ha ora ispirato anche gli abitanti di Barnham, disposti a recarsi in Oxfordshire per ricevere consulenze su come organizzare una simile consultazione.
Le proteste contro l’immigrazione continuano a diffondersi in Inghilterra, alimentate da crescenti preoccupazioni sulla sicurezza. Negli ultimi tempi, manifestazioni di estrema destra si sono verificate nei porti di Dover e Portsmouth. Tuttavia, la questione dell’accoglienza di migranti in hotel resta controversa, con solo il 3% dell’opinione pubblica a favore di tale pratica.
Il primo ministro Burnham ha suggerito di spostare i migranti anche nelle aree più ricche, ma questo approccio è stato percepito come un tentativo di scaricare le responsabilità. I villaggi, intanto, si sono attivati per tutelare l’ambiente e la biodiversità, facendo ricorso contro il ministero dell’Interno, presentando eccezioni legate a specie protette come pipistrelli e salamandre.
Questa crescente tensione riguardo all’immigrazione potrebbe rivelarsi un serio grattacapo per il governo laburista, che dovrà affrontare l’argomento con soluzioni pratiche per evitare che la situazione degeneri ulteriormente.