La procura di Malta ricorre contro l’assoluzione di Yorgen Fenech per l’omicidio di Daphne Caruana Galizia

22.09.2026 17:45
La procura di Malta ricorre contro l'assoluzione di Yorgen Fenech per l'omicidio di Daphne Caruana Galizia

Appello del Procuratore Generale di Malta contro l’assoluzione di Yorgen Fenech per l’omicidio di Daphne Caruana Galizia

Il procuratore generale di Malta ha presentato un ricorso in appello contro il verdetto di non colpevolezza emesso il 2 settembre nei confronti di Yorgen Fenech, accusato di essere il mandante dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, avvenuto nel 2017. Caruana Galizia, nota per le sue inchieste sulla classe dirigente maltese, fu uccisa con una bomba piazzata nella sua auto. Negli anni scorsi, cinque uomini erano già stati condannati per essere gli esecutori materiali dell’omicidio della giornalista, riporta Attuale.

Il verdetto del 2 settembre ha sorpreso molti, con una giuria popolare che ha ritenuto Fenech non colpevole di concorso in omicidio e di associazione a delinquere con l’intento di commettere un omicidio. Questa decisione ha scatenato proteste e la famiglia di Caruana Galizia ha contestato attivamente il responso, evidenziando l’intensità del dibattito pubblico attorno al caso, considerato uno dei più seguiti a Malta.

I motivi specifici alla base del ricorso non sono stati resi pubblici. Secondo la legislazione maltese, il diritto di appello in processi con giuria è limitato a questioni di legittimità, relative alla corretta condotta del processo, piuttosto che a questioni emerse durante le udienze.

Degno di nota è il fatto che otto giurati su nove avevano votato a favore della non colpevolezza di Fenech. Successivamente al verdetto, la polizia maltese ha arrestato e interrogato tre giurati, oltre a un giurato di riserva e al marito di una giurata, per commenti critici su Caruana Galizia pubblicati sui social media. In fase di selezione della giuria, era stata espressa preoccupazione riguardo a possibili pregiudizi, e ai giurati era stato chiesto se avessero pubblicato contenuti relativi ai coinvolti nel processo. Inoltre, è emerso che una giurata avrebbe potuto utilizzare il cellulare durante il periodo di isolamento. Attualmente, tutti gli arrestati sono stati rilasciati su cauzione e nessuno è stato formalmente accusato.

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