Ucraina colpisce un ponte ferroviario in Crimea, intensificando gli attacchi contro le infrastrutture russe
Le forze ucraine sostengono di aver distrutto un ponte ferroviario che collegava la penisola di Crimea con i territori occupati dalla Russia, segnando un’importante escalation nei recenti attacchi. «Il ponte ferroviario del Canale della Crimea settentrionale non esiste più», ha dichiarato l’esercito ucraino in un comunicato, riporta Attuale.
Questi attacchi mirati contro le infrastrutture militari ed energetiche in Crimea stanno amplificando le difficoltà delle autorità russe, le quali stanno cercando di integrare la Crimea occupata nel loro sistema economico e sociale. Secondo il ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, «Sembra che molto presto la Crimea diventerà un’isola».
Occupata dalla Russia nel 2014 e ulteriormente consolidata con l’invasione del 2022, la Crimea ha visto la costruzione di strade e infrastrutture per garantire un accesso diretto riguardo al territorio. La regione, con la sua posizione strategica nel Mar Nero, ha valore sia militare che storico, essendo considerata una parte integrante della Russia sin dai tempi dell’Impero.
Negli ultimi tempi, l’Ucraina ha intensificato gli attacchi aerei sulla Crimea, focalizzandosi inizialmente sull’autostrada R-280 che la collega alla Russia e proseguendo con i bombardamenti contro ponti e traghetti utilizzati per il trasporto di merci. Questi bombardamenti hanno come obiettivo l’isolamento della Crimea.
In particolare, gli attacchi ai depositi energetici e alle raffinerie hanno già provocato una crisi energetica significativa. Recentemente, le autorità filorusse hanno interrotto la vendita di carburante ai privati, limitandola solo a «agenzie governative che assicurano il funzionamento» del territorio.
Le aree della Crimea stanno affrontando blackout continui e attacchi aerei regolari, che hanno compromesso la stagione turistica e costretto le autorità a proclamare lo stato di emergenza.
Sebbene l’Ucraina non miri a riconquistare immediatamente la Crimea, sta attuando strategie per aumentare il costo della guerra per la Russia, mirando a danneggiare non solo il territorio ucraino, ma anche quello russo, incrementando così la pressione politica su Mosca. Allo stesso tempo, l’Ucraina intende dimostrare all’occupazione russa la sua vulnerabilità, tentando di disilludere i residenti della Crimea riguardo alle promesse di investimento e sviluppo economico da parte del regime di Vladimir Putin.
Gli attacchi ucraini sembrano essere una risposta strategica ai bombardamenti incessanti condotti dalla Russia contro le città ucraine. Recentemente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che le operazioni militari sono «calcolate con cura» e mirano a «creare le condizioni per costringere la Russia a scegliere la pace».