Mauro Moretti si è costituito a Orvieto: cinque anni di carcere per disastro ferroviario

27.06.2026 02:25
Mauro Moretti si è costituito a Orvieto: cinque anni di carcere per disastro ferroviario

Orvieto (Terni), 27 giugno 2026 – Diciassette anni dopo, la fine del giorno è tutta qua. Via Roma 1, carcere di Orvieto, mezzanotte: è questa la destinazione finale del treno che non arrivò mai e che, alle 23.48 del 29 giugno 2009, trasformò la stazione di Viareggio in una palla di fuoco che fece 32 morti, riporta Attuale.

“Rispetto lo Stato”

“Non posso fare altrimenti, accetto la decisione dei giudici. Rispetto lo Stato”. Queste le parole di Mauro Moretti, l’ex amministratore delegato di Ferrovie e Rete ferroviaria italiana, che si è costituito nel carcere umbro di Orvieto. Condannato dalla Cassazione a cinque anni di carcere per disastro ferroviario colposo e incendio, il manager ha affrontato il processo con dignità, dichiarando di esservi andato “a schiena dritta e a testa alta”. Moretti ha scelto lo stesso carcere dove, un anno fa, si costituì Salvatore Buzzi, l’ex ras delle coop romane, condannato per corruzione nel noto caso del ’Mondo di Mezzo’.

L’ingresso in carcere

“Ho raggiunto questo momento in perfetta forma fisica e psichica e ora sono pronto”, ha commentato Moretti, 72 anni, durante il viaggio verso Orvieto. Dopo essere stato sottoposto alle procedure standard di accoglienza, ha trascorso la notte in una camera detentiva condivisa e nella mattinata successiva è stato trasferito in un’altra cella.

“È una situazione surreale”

Moretti è descritto come “sereno e collaborativo”, ma i legali, come l’avvocato Ambra Giovane, esprimono la loro incomprensione. “Rispetto a questa decisione, non riusciamo a trovare giustificazioni. È una situazione surreale”, ha dichiarato, sostenuta anche dall’avvocato Gian Domenico Caiazza, ex presidente dell’Unione delle Camere penali, che sottolinea l’assurdità di una condanna basata su una responsabilità oggettiva.

I familiari delle vittime

I familiari delle vittime di Viareggio, riuniti nell’associazione ’Il mondo che vorrei’, continuano a lottare per la giustizia. Marco Piagentini, che ha perso la moglie Stefania e i due figli Luca e Lorenzo, afferma: “Quello che abbiamo perso non ce lo restituirà mai nessuno. Ci sono volute nove sentenze e tanti chilometri per avere giustizia”. Mentre Moretti è ora in carcere a Orvieto, l’atmosfera a Viareggio rimane carica di ricordi e dolore, ben lontano dalla possibilità di una vera “giustizia” che possa alleviare la sofferenza di chi ha perso tutto quella notte.

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