Il caldo mette a rischio la salute dei lavoratori nei cantieri italiani
Il caldo sta compromettendo la sicurezza e la salute dei lavoratori, con i cantieri che continuano a risultare tra i luoghi di lavoro più pericolosi. Diverse misure sono state adottate da governo e regioni, ma la loro efficacia è stata messa in discussione, riporta Attuale.
Secondo Ottavio De Luca, segretario generale della Filca-Cisl, vi è un incremento dei malori e degli incidenti legati allo stress termico nelle zone di lavoro. “Le disposizioni regionali sul divieto di lavori nelle ore più calde sono disomogenee e si limitano a definire comportamenti”, ha affermato. De Luca ha sottolineato l’importanza del recente decreto del governo sui lavori pubblici, evidenziando che le attuali condizioni climatiche richiedono misure strutturali piuttosto che emergenziali. Ha inoltre chiesto un rinvio delle previsioni contrattuali e un intervento sulla Cassa integrazione guadagni (Cig) in relazione ai fenomeni climatici avversi.
L’esposizione prolungata al sole, oltre ad avere effetti immediati, porta con sé rischi gravi nel medio e lungo termine. De Luca ha avvertito che malattie professionali come il melanoma possono derivare da questa esposizione. “Garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoroè prioritario e richiede il coinvolgimento attivo di aziende, sindacati e istituzioni”, ha dichiarato, aggiungendo l’importanza di misure organizzative, come la pianificazione degli orari e la rotazione dei compiti.
In aggiunta, il leader sindacale ha evidenziato una crisi imminente nel settore delle costruzioni, aggravata dalla diminuzione degli incentivi come il Superbonus e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). “La nostra proposta si fonda su quattro pilastri: il Piano casa e la rigenerazione urbana”, ha spiegato, sottolineando che le risorse pubbliche devono essere affiancate da forme di partenariato pubblico-privato e investimenti da fondi di previdenza complementare per affrontare l’emergenza abitativa.
De Luca ha identificato il ripristino della sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico come una delle priorità. Secondo un rapporto dell’Ispra, il 94,5% dei Comuni italiani è vulnerabile a frane, alluvioni, erosione costiera o valanghe. “Garantire la sicurezza a milioni di cittadini è fondamentale”, ha affermato, aggiungendo che le infrastrutture costituiscono una questione cruciale per l’Italia.
Infine, ha richiamato l’attenzione sul fatto che i costi per le frodi legate ai bonus edilizi, come il Superbonus, ammontano a 18 miliardi di euro. “Le infrastrutture possono essere un volano per la crescita economica, come dimostrato da molti Paesi europei, e saranno necessarie ingenti risorse, circa 580 miliardi di euro, per realizzare progetti strategici nei prossimi anni”, ha concluso De Luca, sottolineando l’importanza anche dell’intervento europeo e del coinvolgimento di investitori privati.