La difficile situazione delle persone LGBTQ+ in Georgia: tra leggi repressive e attivismo in pericolo

30.06.2026 11:15
La difficile situazione delle persone LGBTQ+ in Georgia: tra leggi repressive e attivismo in pericolo

La situazione per la comunità LGBTQ+ in Georgia continua a deteriorarsi

Nel cuore di Tbilisi, capitale della Georgia, la situazione per le persone LGBTQ+ si fa sempre più preoccupante. La famosa Vashlovani Street, conosciuta come “cento metri di libertà”, ospita gli unici due bar apertamente LGBTQ+ della capitale, mentre le organizzazioni per i diritti della comunità sono state costrette a chiudere per le crescenti intimidazioni. Nel maggio del 2025, Tbilisi Pride ha cessato le proprie attività dopo che le minacce e le pressioni sulla sua direttrice, Tamar Jakeli, sono diventate insostenibili, riporta Attuale.

Jakeli, attualmente rifugiata politica a Bruxelles, ha descritto un clima di paura crescente. L’ufficio di Tbilisi Pride subì attacchi e vandalismi ripetuti, e minacce di morte furono rivolte anche alla sua famiglia. Le condizioni di vita per le persone omosessuali e trans in Georgia erano relativamente tolleranti fino a poco tempo fa, ma la situazione è notevolmente peggiorata, specialmente dopo l’approvazione di una legge nel settembre del 2024, che ha modificato una serie di leggi a favore dei “valori familiari”.

Questa legge ha introdotto restrizioni significative, in particolare per le persone transgender, impedendo loro di accedere ai percorsi medici di transizione e eliminando la possibilità di cambiare nome e genere nei documenti. Inoltre, le coppie dello stesso sesso sono state escluse da tutte le forme di riconoscimento legale e la “propaganda LGBTQ+” è stata messa al bando nelle scuole e nei media. Jakeli sostiene che ora chi desidera procedere con una transizione medica è costretto a lasciare il paese.

Nonostante non esistano leggi che criminalizzino esplicitamente i rapporti omosessuali, il clima di paura viene esacerbato da una retorica governativa ostile. Le recenti leggi hanno visto una crescente applicazione per reprimere il discorso sull’identità e l’orientamento sessuale. Il governo ha imposto misure severe contro organizzazioni che ricevono finanziamenti dall’estero, costringendole a registrarsi come “agenti stranieri”, una stipulazione che pone a rischio la loro sicurezza e operatività.

Gvantsa Pertia, attivista e membro della Queer Initiative, ha denunciato l’atmosfera di intimidazione: “Il governo ha creato un clima talmente spaventoso che molti attivisti se ne sono andati. Vogliamo resistere, ma è diventato sempre più difficile”. Molti residenti temono di essere perseguitati per la loro identità, portando a una silenziosa fuga dal paese di attivisti e membri della comunità.

Recentemente, tuttavia, il gruppo ha organizzato un “Drag Ball” che ha attirato un’ampia partecipazione, segno di una resilienza che persiste nonostante le crescenti difficoltà. Bassiani, uno dei pochi luoghi sicuri per la comunità queer, continua a fungere da rifugio dove le persone possono esprimere la propria identità senza timore di aggressioni. “La comunità è molto unita in questo senso, anche se il rischio è sempre presente”, osserva Pertia.

Con gli attacchi alle libertà civili in crescita e l’intolleranza sempre più diffusa, la lotta per i diritti LGBTQ+ in Georgia si fa sempre più complessa. Mentre le istituzioni sembrano ignorare il monito del cambiamento, gli attivisti continuano a battersi in nome della dignità e della libertà, cercando di mantenere viva la speranza in un futuro migliore.

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