Oltre un milione di immigrati richiedono la regolarizzazione in Spagna entro la scadenza del 30 giugno

01.07.2026 13:35
Oltre un milione di immigrati richiedono la regolarizzazione in Spagna entro la scadenza del 30 giugno

Regolarizzazione di 1,3 Milioni di Immigrati Irregolari in Spagna Fino al 30 Giugno

In Spagna, circa 1,3 milioni di immigrati irregolari hanno presentato domanda di regolarizzazione entro il 30 giugno, l’ultimo giorno utile per tale procedura. Questo numero supera di gran lunga le stime del governo di centrosinistra di Pedro Sánchez, che aveva previsto un massimo di 500mila persone, riporta Attuale.

La regolarizzazione è stata introdotta attraverso un decreto approvato dal governo a metà aprile. Possono presentare richiesta le persone straniere arrivate in Spagna in modo irregolare prima del 31 dicembre 2025, che hanno soggiornato nel paese per almeno cinque mesi consecutivi e che non hanno precedenti penali né in Spagna né nei loro paesi d’origine. Se approvata, questa regolarizzazione consentirà di ottenere un permesso di residenza per vivere e lavorare in Spagna per un anno, con possibilità di rinnovo per un ulteriore anno.

Sánchez ha affermato che la procedura riconoscerà diritti e tutele per gli stranieri senza documenti e garantirà che anche loro contribuiscano al sistema fiscale. Inoltre, è stato presentato un piano di integrazione per le nuove persone regolarizzate, con un finanziamento iniziale di 500 milioni di euro. Questa decisione è in linea con le posizioni del governo, che ha sempre sostenuto l’importanza dei flussi migratori per contrastare l’invecchiamento demografico e promuovere la crescita economica, un approccio in netto contrasto con il resto dell’Unione Europea e molti dei suoi Stati membri, che negli anni recenti hanno adottato politiche migratorie restrittive.

La procedura per la presentazione delle domande è iniziata il 16 aprile; nel corso delle settimane è emerso che il governo aveva sottostimato la portata dell’iniziativa. Anche se inizialmente si erano riscontrati problemi e lunghe code presso gli uffici pubblici per l’ottenimento dei documenti necessari, il processo è successivamente diventato più efficiente. Tuttavia, ci potrebbero essere ulteriori complicazioni: la polizia ha chiesto maggiori risorse al governo per evitare ritardi nella raccolta delle impronte digitali e nell’emissione di carte d’identità temporanee per gli stranieri.

Le autorità spagnole hanno tre mesi di tempo per approvare una richiesta dalla sua presentazione; in caso di mancata risposta, questa sarà considerata scartata d’ufficio.

Questa è la settima regolarizzazione straordinaria per i migranti senza documenti in Spagna. Le precedenti si erano verificate nel 1986, nel 1991, nel 1996, nel 2000, nel 2001 e nel 2005, di cui tre gestite da governi conservatori. L’ultima regolarizzazione, approvata dal governo socialista di José Luis Zapatero, aveva visto circa 576mila migranti senza documenti ottenere la regolarizzazione, su un totale di 691.655 richieste, rappresentando fino a ora il numero più elevato.

La regolarizzazione attuale ha ricevuto l’appoggio di vari settori della società spagnola, inclusi associazioni impegnate nell’accoglienza dei migranti, la Chiesa cattolica e gruppi di imprenditori e agricoltori che necessitano di manodopera. L’economia spagnola ha registrato una notevole crescita negli ultimi anni, con una previsione di aumento del PIL del 2,2% nel 2026, ben oltre la media europea. Ciò è stato facilitato anche dall’immigrazione, che ha fornito forza lavoro per lavori non attraenti per gli spagnoli.

Inizialmente, anche il Partito Popolare, principale partito di centrodestra spagnolo all’opposizione, aveva sostenuto la regolarizzazione, ma ha successivamente adottato posizioni sempre più critiche, avvicinandosi alla retorica del partito di estrema destra Vox, che ha visto una crescita costante del proprio consenso.

La questione della regolarizzazione ha scatenato un dibattito divisivo, con diversi governi locali di centrodestra che la criticano. Recentemente, la Corte Suprema spagnola ha annunciato di valutare la possibilità di presentare un ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione Europea per verificare la conformità della regolarizzazione con le normative europee. I governi locali di Aragona e della Comunità Valenciana, entrambi sotto il controllo del Partito Popolare, hanno anche presentato ricorso alla Corte Suprema, chiedendo la sospensione del processo di regolarizzazione fino a chiarimenti sulla legittimità rispetto alle leggi europee.

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