Manipolazioni dei dati economici in Cina sollevano dubbi sulla loro attendibilità

02.07.2026 17:15
Manipolazioni dei dati economici in Cina sollevano dubbi sulla loro attendibilità

Manipolazioni nei dati economici della Cina: rivelazioni allarmanti

La scorsa settimana, la Commissione centrale per l’ispezione della disciplina, l’organo anticorruzione del Partito Comunista cinese, ha reso noti tre casi di autorità locali che hanno manipolato i conti pubblici per migliorare la propria performance economica. Non si tratta di episodi isolati; simili manipolazioni avvengono frequentemente a livello locale e nazionale, generando dubbi sull’attendibilità dei dati economici cinesi, riporta Attuale.

I tre casi evidenziati includono incidenti significativi. A Nanning, capitale della provincia del Guangxi, le autorità locali avrebbero aumentato le entrate nei propri bilanci di quasi 400 milioni di euro gonfiando eccezionalmente il valore di alcuni terreni pubblici. Altrove, nella provincia dello Zhejiang, i funzionari avrebbero raccolto oltre 90 milioni di euro indebiti per infrastrutture e opere ambientali, falsificando contratti e gonfiando il valore di beni utilizzati come garanzia. Questo per ottenere finanziamenti per investimenti, nonostante le garanzie non fossero sufficienti. Infine, nella provincia del Gansu, le autorità avrebbero ottenuto più di sette milioni di euro tramite titoli statali, utilizzati per progetti di abbellimento del paesaggio, mentre avrebbero dovuto essere destinati a interventi infrastrutturali.

Queste pratiche, riscontrabili nella storia cinese, sono state riconosciute anche dalle stesse autorità. Nel 2007, Li Keqiang, allora segretario del Partito Comunista nella provincia del Liaoning e futuro premier della Cina, ammise che i dati sulla crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) erano «artificiali». La principale motivazione dietro a queste manipolazioni è legata al sistema di promozione dei funzionari locali, che si basa sulle performance economiche delle regioni che governano.

Da anni, il percorso di carriera all’interno del Partito Comunista cinese prevede che i funzionari partano da incarichi locali minori, salendo gradualmente a posizioni più elevate, fino al livello nazionale. Le performance economiche sono uno dei criteri principali per la promozione: una crescita robusta di un’economia locale può tradursi in opportunità elevate di carriera. Questo ha portato a numerose frodi, in cui i funzionari utilizzano ogni mezzo contabile per gonfiare i risultati economici.

Con il rallentamento della crescita economica della Cina negli ultimi anni, le manipolazioni dei dati da parte dei funzionari locali sono state accompagnate da crescenti sospetti che anche il governo centrale stia alterando le statistiche economiche. All’inizio di ogni anno, il governo formula obiettivi di crescita del PIL con sorprendente precisione, e riesce a raggiungerli costantemente, suscitando scetticismo tra economisti che segnalano stime ben più basse analizzando indicatori come il consumo energetico e il traffico merci.

Nel 2024, l’economista Gao Shanwen ha affermato che la crescita economica era stata di circa il 2%, contrariamente al dato ufficiale del 5%. Dopo tale denuncia, Gao è scomparso per diversi mesi. Altri studi occidentali indicano tassi di crescita ancora inferiori, evidenziando la discrepanza tra i dati ufficiali e quelli delle analisi indipendenti.

Se è consolidato tra gli esperti che i dati ufficiali dell’economia cinese non sono del tutto attendibili, la verità sulla reale crescita rimane difficile da accertare. Solo il governo cinese possiede un’amplissima base di dati necessaria per formulare una valutazione accurata, e negli ultimi anni ha progressivamente limitato l’accesso pubblico a informazioni economiche, specialmente ai dati negativi. Ad esempio, il tasso di disoccupazione giovanile nel 2023 ha superato il 21% (esclusi i neolaureati), per poi essere modificato e infine rimosso, insieme ad altre informazioni rilevanti come il valore dei terreni.

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