Esclusione di Yabloko dalle elezioni parlamentari: un segnale della crisi del regime di Putin
La decisione di escludere Yabloko, l’unico partito russo decisamente contrario alla guerra in Ucraina, dalle elezioni parlamentari del 18-20 settembre rappresenta un chiaro indicatore della crescente precarietà del regime di Vladimir Putin. Con un clima politico sempre più teso e il regime che si prepara a elezioni senza una vera opposizione, il governo ha dimostrato di non voler rischiare risultati che possano minare la sua narrativa, riporta Attuale.
Yabloko, sebbene sia un partito minore, era inizialmente autorizzato a partecipare, ritenuto incapace di disturbare gli interessi di Putin. Tuttavia, la situazione ha preso una piega inaspettata quando Yabloko è emerso come un simbolo di dissenso contro l’impopolarità della guerra, guadagnando attenzione anche dall’opposizione all’estero.
Recentemente, il regime ha compreso che Yabloko potrebbe ottenere più voti del previsto, sfiorando il 1-1,5 percento; tali risultati sarebbero stati interpretati come una misura del dissenso riguardo alla guerra, rendendo impossibile la sua ammissione. La campagna elettorale del partito è durata solo cinque giorni prima della sua esclusione, avvenuta dopo un appello alla Corte suprema russa contro la decisione, fissata per udienza il 17 agosto.
In Russia, ci sono due tipi di opposizione: quella “sistemica”, composta da partiti che non mettono in discussione il regime, e quella vera, fortemente indebolita e in una costante lotta per la sopravvivenza. Yabloko rappresenta quest’ultima, poiché ha cercato di bilanciare la sua partecipazione alle elezioni con la necessità di mantenere un messaggio contro la guerra. Dall’2023, il suo fondatore Grigory Yavlinsky ha dichiarato che l’unico modo per trasmettere il loro messaggio è attraverso il voto.
Yabloko ha visto anche un rinnovato supporto da parte dell’opposizione in esilio. Recentemente, Yulia Navalnaya ha incoraggiato i sostenitori a votare per qualsiasi partito tranne Russia Unita, il partito di Putin, per manifestare il loro dissenso. Di fronte alla Corte suprema, i sostenitori di Yabloko hanno protestato, attirando l’attenzione di molti giovani, inclusi influencer come Danya Milokhin, che ha utilizzato il simbolo della “mela”, rappresentativo del partito.
Sebbene Yabloko sia stato iniziato da dissidenti come Alexei Navalny e Ilya Yashin, entrambi ora distanti dalla politica attiva, il partito continua a lottare per la sua esistenza. La sua esclusione dalle elezioni è avvenuta sotto pretesti infondati, sollevati da un partito ultranazionalista, e la Corte ha sostenuto che Yabloko avesse ricevuto finanziamenti dall’estero, un’accusa comune verso gli oppositori del regime.
Mentre si avvicinano le elezioni, il clima in Russia è carico di tensione. I leader di Yabloko hanno subito intimidazioni e arresti, con alcuni che hanno già perso la libertà a causa di accuse motivate da dissenso contro la guerra. L’esclusione del partito fa temere per il futuro della sua esistenza, dato che un’assenza di partecipazione elettorale potrebbe portare a uno scioglimento.
Il caso di Yabloko evidenzia come il regime di Putin stia cercando di mantenere il controllo su una narrativa che esclude il dissenso. Con la popolazione che avverte sempre di più le conseguenze della guerra, inclusi impatti economici diretti e attacchi ucraini, cresce la possibilità che Putin ordini una nuova mobilitazione dopo le elezioni per revitalizzare la sua offensiva in Ucraina.