Meloni al congresso Uil: più di 1000 lavoratori continuano a morire ogni anno

02.07.2026 21:55
Meloni al congresso Uil: più di 1000 lavoratori continuano a morire ogni anno

Meloni al Congresso Uil: “Ancora troppi lavoratori non tornano più a casa”

Roma, 2 luglio 2026 – L’immagine più forte arriva prima delle parole. Giorgia Meloni, seduta in prima fila al congresso nazionale della Uil a Padova, ascolta Pier Paolo Bombardieri ricordare Luana D’Orazio, la giovane operaia morta nel 2021 stritolata dall’orditoio della fabbrica tessile in cui lavorava. In platea c’è la madre, Emma Marrazzo. Il leader della Uil la chiama ”mamma coraggio”. La presidente del Consiglio si alza, la raggiunge e la abbraccia. È un gesto umano, ma anche politico: perché porta dentro il congresso sindacale il tema più doloroso e meno negoziabile del lavoro italiano, quello delle morti sul lavoro, riporta Attuale.

Meloni lo riprende poi dal palco con parole molto nette: “Di quale dignità parliamo se ancora oggi più di 1000 persone all’anno non tornano a casa dal lavoro? Oltre 1000 volte l’anno sono le volte in cui noi siamo stati tutti sconfitti”. E rivolgendosi direttamente alla madre di Luana aggiunge: “Tutti noi la consideriamo una mamma straordinaria, una persona straordinaria, e la battaglia alla quale lei ha dato vita in memoria di sua figlia è una battaglia che ci coinvolge, che ci riguarda, che ci mobilita a uno a uno”.

Il peso politico della giornata sta anche nella scena istituzionale. Un presidente del Consiglio torna a parlare dal palco di un congresso Uil a vent’anni dall’ultimo precedente: Romano Prodi nel 2006. Nel 2011 Silvio Berlusconi era stato presente, ma senza intervenire dal palco. Meloni rivendica, non a caso, di essere l’unico capo del governo ad avere partecipato ai congressi di tutte e tre le principali confederazioni, dopo Cgil e Cisl. È un dato non secondario: in una fase di rapporti spesso tesi tra esecutivo e parti sociali, la premier sceglie la presenza fisica, l’ascolto della relazione e poi il discorso pubblico davanti alla platea sindacale.

La Uil, dal canto suo, incassa alcune aperture. La più immediata riguarda la detassazione degli aumenti legati ai rinnovi contrattuali. Raccogliendo una sollecitazione di Bombardieri, Meloni annuncia: “Ne ho già parlato con il ministro Calderone e con chi detiene i cordoni della borsa, il ministro Giorgetti: il governo raccoglie l’istanza di garantire che questa misura possa essere confermata anche nella prossima legge di Bilancio”. Bombardieri definisce l’impegno “importante” e ricorda che la misura ha riguardato quasi 3 milioni e 800mila lavoratori, consentendo di portare più soldi netti in busta paga.

Sul salario, il terreno di convergenza è il decreto lavoro del Primo Maggio. Bombardieri rivendica come “una vittoria” il riconoscimento del salario dignitoso nei contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Meloni riprende la formula e parla di “una vittoria per tutti i lavoratori”, dicendosi “orgogliosa” che il governo abbia contribuito a riavviare un confronto tra le parti sociali rimasto bloccato per anni.

Non manca il capitolo più duro: il caporalato. La premier assicura che “la linea del governo è stata e continuerà a essere una linea molto chiara: tolleranza zero contro i caporali“, aggiungendo che la stessa fermezza deve valere contro le organizzazioni criminali che si nascondono dietro lo sfruttamento. Il congresso Uil si apre così tra intelligenza artificiale, salari, sicurezza e fisco, ma il suo significato supera il perimetro sindacale. Meloni cerca un rapporto diretto con il mondo del lavoro organizzato, senza rinunciare alla propria impostazione politica. La Uil mantiene la sua agenda, ma registra aperture su temi concreti. L’abbraccio con la madre di Luana resta la fotografia della giornata: il lavoro non come categoria astratta, ma come vita, dolore, diritti e responsabilità pubblica.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere