Funerale di Ali Khamenei a Teheran: una dimostrazione di forza del regime iraniano

03.07.2026 16:05
Funerale di Ali Khamenei a Teheran: una dimostrazione di forza del regime iraniano

I funerali di Ali Khamenei: un evento che segna un punto di svolta in Iran

Venerdì la salma di Ali Khamenei, avvolta nella bandiera iraniana, è stata portata a spalla da funzionari del regime nella Grande Moschea di Teheran. La cerimonia funebre aprirà le porte a milioni di visitatori sabato mattina. Khamenei, che era la Guida Suprema dell’Iran e la massima autorità politica e religiosa del paese, è stato ucciso in un bombardamento israeliano il 28 febbraio, primo giorno della guerra in Medio Oriente. Suo figlio, Mojtaba Khamenei, lo ha sostituito nell’incarico, riporta Attuale.

Il regime ha atteso oltre quattro mesi per organizzare il funerale, periodo segnato in parte dalla guerra in Medio Oriente durante la quale l’Iran ha subito attacchi da parte degli Stati Uniti e di Israele. La cerimonia, che durerà sei giorni, sarà la più imponente in Iran dal funerale del generale Qassem Soleimani, assassinato dagli Stati Uniti nel 2020, e paragonabile solo a quella del leader rivoluzionario Ruhollah Khomeini, morto nel 1989.

Questi funerali rappresentano una significativa opportunità per il regime, permettendo di dimostrare forza e coesione all’esterno mentre ricerca di mantenere la propria influenza nei negoziati con gli Stati Uniti per la fine delle ostilità. Saranno utilizzati per consolidare il consenso alla Repubblica islamica, dipingendo Khamenei come martire e simbolo di resistenza contro i nemici dell’Iran. Questa manifestazione segnerà anche una transizione di potere a favore di Mojtaba Khamenei, la cui leadership è stata finora oscurata dalle incertezze legate alle sue ferite riportate durante il bombardamento che ha ucciso suo padre.

Il funerale coinvolgerà cinque città e due paesi, iniziando a Teheran e poi proseguendo per Qom, Najaf e Karbala in Iraq, per tornare in Iran e concludere a Mashhad, città natale di Khamenei. Questo passaggio attraverso un paese straniero serve all’Iran per affermare la sua posizione come una potenza sciita internazionale, mantenendo la propria influenza regionale nonostante gli interventi esterni.

Il regime prevede fino a 15 milioni di visitatori, un numero probabilmente esagerato dalla propaganda, tuttavia Khamenei gode di un ampio sostegno in Iran, rappresentando l’ala più conservatrice e intransigente del regime, apprezzata da integralisti religiosi e nazionalisti. In quasi 40 anni di leadership, Khamenei ha dovuto affrontare gravi difficoltà economiche, repressioni e movimenti di protesta significativi, contribuendo a un divario crescente tra la leadership e la società iraniana, in particolare quella più giovane.

I preparativi funerari comprendono la mobilitazione di migliaia di ambulanze e decine di elicotteri, con gli ospedali pronti ad accogliere eventuali feriti, e le strutture locali pronte ad ospitare i visitatori. La metropolitana di Teheran sarà operativa 24 ore su 24 gratuitamente, con centinaia di chioschi per distribuire acqua e cibo.

Ci sono anche preoccupazioni per la sicurezza, poiché l’Iran ha minacciato ritorsioni severe contro Stati Uniti e Israele nel caso di attacchi durante le cerimonie funebri. La partecipazione di figure pubbliche al funerale includerà il presidente Masoud Pezeshkian e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, anche se la presenza di Mojtaba Khamenei rimane incerta, dato il suo apparente isolamento.

È possibile che il generale Ahmad Vahidi, il capo dei Guardiani della Rivoluzione e ritenuto il secondo uomo più potente dell’Iran, possa rappresentare Mojtaba. La sua presenza al funerale potrebbe indicare una certa sicurezza da parte del regime, in quanto anche lui è stato minacciato da Israele.

Tra i capi di stato attesi, si segnalano il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, l’ex presidente russo Dmitry Medvedev e il presidente georgiano Mikheil Kavelashvili.

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