La Russia ha condotto una massiccia campagna di disinformazione per influenzare le elezioni municipali francesi del 2026

06.07.2026 13:10
La Russia ha condotto una massiccia campagna di disinformazione per influenzare le elezioni municipali francesi del 2026
La Russia ha condotto una massiccia campagna di disinformazione per influenzare le elezioni municipali francesi del 2026

Il servizio francese di vigilanza contro le ingerenze digitali straniere Viginum ha documentato un’ampia campagna di disinformazione orchestrata dalla Russia in occasione delle elezioni municipali del 15 e 22 marzo 2026. L’operazione, condotta attraverso il clonaggio di siti web ufficiali e la diffusione di contenuti fabbricati, era finalizzata a sostenere forze politiche radicali vicine al Cremlino e a danneggiare candidati filogovernativi.

In particolare, il candidato a sindaco di Parigi Pierre-Yves Bournazel (Horizons, centro-destra) è stato bersaglio di un falso video che lo accusava di voler trasformare il Centre Pompidou in un centro di accoglienza per migranti. Il video, diffuso su X grazie a reti di bot, utilizzava un clone del suo sito ufficiale. Bournazel ha denunciato pubblicamente l’accaduto e ha chiesto a Viginum di indagare sull’ingerenza, ma la diffusione del contenuto falso ha comunque avuto un impatto negativo sul suo risultato.

####Il contesto: da MacronLeaks al divieto di RT

Viginum è nata per iniziativa del presidente Emmanuel Macron dopo l’attacco “MacronLeaks” del 2017, quando hacker russi legati al GRU diffusero email trafugate del suo staff due giorni prima del secondo turno delle presidenziali, amplificandole attraverso botnet coordinate. Dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina del 2022, l’Unione europea ha imposto sanzioni e vietato i canali statali russi RT e Sputnik. In Francia, [RT France ha cessato le attività](https://www.france24.com/fr/france/20260703-municipales-comment-une-campagne-de-d%C3%A9sinformation-in%C3%A9dite-a-%C3%A9t%C3%A9-men%C3%A9e-depuis-isra%C3%ABl-contre-lfi) dopo che la giustizia ha respinto il ricorso contro il divieto, giudicandolo uno strumento legittimo di protezione dello spazio informativo europeo. Le operazioni russe sono però proseguite con siti clonati, account falsi e piattaforme sociali, rendendo molto più difficile l’attribuzione.

Una nuova escalation è cominciata nel 2024 come reazione alle dichiarazioni di Macron sulla possibile presenza di istruttori o truppe francesi in Ucraina.

####Quasi 80 operazioni coordinate e il salto alla fabbricazione totale

Secondo Viginum, dal 2023 la Russia ha condotto quasi 80 operazioni di disinformazione coordinate, prendendo di mira soprattutto i Paesi che sostengono Kiev, con la Francia in prima linea. Rispetto al 2017, la tattica è cambiata in modo netto: non più furti e diffusione di documenti reali, ma la fabbricazione completa di contenuti e l’impiego di deepfake. Il clonaggio di domini ufficiali ha permesso di creare notizie false credibili senza bisogno di materiale compromettente autentico.

Il caso Bournazel lo dimostra in modo esemplare. I curatori russi hanno fatto leva su due temi altamente sensibili per l’elettorato francese – la crisi migratoria e la difesa del patrimonio culturale – per mobilitare in poche ore frange radicalizzate. Il video falso è stato diffuso su X e amplificato da bot prima ancora che le verifiche ufficiali potessero intervenire.

####Il meccanismo e il rischio di contaminazione interna

La rete di influenza russa in Francia funziona come un meccanismo coordinato: strutture di propaganda statale generano le narrazioni di fondo, media che si presentano come “alternativi” le adattano al contesto nazionale, e influencer o esponenti politici le diffondono presso il grande pubblico. Il pericolo maggiore, rileva l’esperienza elettorale, è che l’opposizione francese riprenda contenuti fabbricati e li utilizzi nei propri discorsi. In quel momento l’operazione esterna si trasforma in un elemento del dibattito politico interno, rendendo quasi impossibile un intervento giuridico efficace.

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