Il coinquilino del killer di Charlie Kirk: «Piangeva e confessava di rimpiangere l’omicidio»

10.07.2026 17:05
Il coinquilino del killer di Charlie Kirk: «Piangeva e confessava di rimpiangere l'omicidio»

Omicidio di Charlie Kirk: le nuove rivelazioni sul caso di Tyler Robinson

Il 23enne Tyler Robinson, accusato di aver assassinato il fondatore di Turning Point USA, ha mostrato comportamenti inquietanti subito dopo la sparatoria, testimoniati dal suo ex coinquilino. Quest’ultimo ha riferito che Robinson si è mostrato molto ansioso e, in un momento di apparente sincerità, ha pianto esprimendo il suo «rimpianto» per l’accaduto. Il giovane, in seguito, si è rivolto ai genitori e si è consegnato spontaneamente alla polizia, riporta Attuale.

In aula, i pubblici ministeri dello Utah stanno tentando di convincere il giudice della solidità delle prove per l’apertura di un processo penalmente completo. Hanno presentato filmati di sorveglianza e risultati delle analisi del DNA e delle perizie balistiche, costruendo un quadro probatorio contro Robinson, accusato di omicidio aggravato e di altri sei reati per la morte di Charlie Kirk, attivista di destra, colpito durante un discorso universitario. L’accusa ha già annunciato l’intenzione di chiedere la pena di morte.

Il coinquilino di Robinson si configura come testimone cruciale in questo procedimento. Secondo i pubblici ministeri, i messaggi inviati tra i due avrebbero valore di confessione. Robinson avrebbe lasciato un bigliettino in cui affermava l’intenzione di «prendere di mira» Kirk e, rispondendo a un messaggio che lo interrogava sulla sua colpevolezza, avrebbe ammesso: «Sono io, mi dispiace». In ulteriori comunicazioni, ha giustificato il gesto citando un accumulo di «odio», menzionando proiettili e un fucile avvolto in un asciugamano.

La gestione della testimonianza del coinquilino è diventata oggetto di controversia processuale. Poco prima dell’udienza, avvocati di entrambe le parti e della vedova di Kirk si sono scontrati riguardo alla possibilità di proiettare il video integrale dell’interrogatorio in aula e di rilasciarlo ai media. Il giudice Tony Graf ha imposto delle censure, rendendo alcune parti non visibili al pubblico, una decisione contestata dalla famiglia Kirk, che richiede totale trasparenza.

1 Comment

  1. Incredibile come si possa arrivare a simili gesti di violenza. La giustizia deve fare il suo corso, ma che tristezza vedere giovani perdere la loro vita in questo modo. E la pena di morte? Non so… non risolve mai nulla.

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