In Belgio, un cordone sanitario mediatico limita la visibilità dei politici estremisti
In Belgio, le emittenti in lingua francese applicano un “cordone sanitario mediatico” al fine di limitare la partecipazione di politici con ideologie razziste e antidemocratiche, riducendo la loro visibilità nei mezzi di comunicazione. Questo approccio ha contribuito a mantenere un basso profilo dei partiti di estrema destra nelle regioni francofone del paese, a differenza di quanto avviene in altre nazioni europee, dove tali partiti tendono a guadagnare terreno, riporta Attuale.
Le regole stabilite impediscono ai politici estremisti di apparire in diretta televisiva o radiofonica se non possono fornire un contesto alle loro affermazioni. Le loro interviste vengono mandate in onda in differita, accompagnate da spiegazioni e correzioni quando necessario. Tale approccio si applica anche alla stampa tradizionale nei contenuti non controllabili in tempo reale, come le dirette online.
Il cordone sanitario non colpisce esclusivamente l’estrema destra, ma anche partiti islamisti radicali, come dimostra la copertura del discorso di Donald Trump durante la sua cerimonia di giuramento come presidente degli Stati Uniti nel 2025, trasmesso dalla RTBF con alcuni minuti di ritardo per poter contestualizzare e correggere le sue affermazioni problematiche.
Politici di estrema destra hanno criticato il cordone sanitario, accusandolo di censura. Malgrado alcune cause legali intentate contro la RTBF, diverse sentenze hanno confermato la legittimità di queste misure, che attualmente sono accettate dalla stampa e dal pubblico.
Il Belgio è strutturato in tre regioni: le Fiandre, la Vallonia e Bruxelles, ognuna con una propria identità linguistica e culturale. Le emittenti in lingua francese impongono il cordone sanitario, mentre nei media fiamminghi non esistono restrizioni analoghe, dove la presenza dell’estrema destra è più tollerata. Il Vlaams Belang, un partito di estrema destra, è risultato il secondo partito alle elezioni regionali del 2024.
Accordi tra i principali partiti belgi hanno portato a un’esclusione sistematica delle formazioni di estrema destra, sia in Vallonia, dove sono praticamente assenti, sia in Fiandre, dove l’estrema destra ha una presenza più radicata. Intellettuali come Benjamin Biard sostengono che in Vallonia la mancanza di leader carismatici e la maggiore unità della sinistra contribuiscono a mantenere un clima politico diverso rispetto a quello fiammingo.
Le associazioni di sinistra in Vallonia si oppongono attivamente all’estrema destra, contrastando le loro manifestazioni e comizi, mentre il Partito Socialista mantiene una forte influenza. La storia del cordone sanitario risale agli anni ’90, quando il Vlaams Blok iniziò a guadagnare consensi, portando a un accordo bipartisan per escludere i partiti estremisti dall’arena politica.
I giornalisti della RTBF hanno ampliato queste misure, affermando che non avrebbero dato spazio a politici che non rispettavano i principi democratici. A differenza dei media fiamminghi, i media francofoni sono regolati da un’autorità che stabilisce sanzioni per la violazione di queste norme. Sentenze della corte amministrativa belga hanno stabilito che non è obbligatorio ospitare partiti che non rispettano la democrazia.
Tuttavia, l’efficacia del cordone sanitario è sotto pressione, poiché il pubblico dei media tradizionali è in calo e sempre più persone ricorrono ai social media per informarsi. I partiti di estrema destra in Belgio e in Europa stanno aumentando la loro comunicazione attraverso canali propri, eludendo il controllo dei media tradizionali.