Allerta cuneo salino nel Po: coltivazioni a rischio dopo l’invasione del mare

12.07.2026 22:05
Allerta cuneo salino nel Po: coltivazioni a rischio dopo l'invasione del mare

Roma, 12 luglio 2026 – In attesa del picco di calore – previsto tra martedì e mercoledì, soprattutto al Centro-Sud – a preoccupare è il cuneo salino del Po. Il mare invade il grande fiume, “fino ad oggi ha percorso venti chilometri, dalla foce a Porto Tolle (Rovigo). Attivando sistemi d’emergenza siamo riusciti a tenere ma siamo stati costretti a chiudere tante derivazioni irrigue, il 70% della nostra rete”, riporta Attuale.

Il mare invade il Po: colture a rischio

Rodolfo Laurenti, ingegnere e direttore del Consorzio bonifica Delta del Po, segnala una situazione critica. “Siamo a 250 metri cubi al secondo di portata, a Pontelagoscuro”. Con l’agricoltura in pericolo, egli sottolinea: “penso alle risaie ma soprattutto al mais, che proprio in questo periodo è nella fase decisiva ed è la prima coltura del nostro territorio. Per ora stiamo usando sistemi di emergenza, sfruttando le derivazioni più a monte. Tuttavia, il problema è che non siamo ancora a metà luglio e mancano almeno 20 giorni affinché le colture raggiungano la maturità. Non so se riusciremo a mantenere la situazione sotto controllo. La nostra speranza? Che arrivi la pioggia”. I progetti per migliorare l’efficienza della rete irrigua esistono, ma servono fondi: “servono 18 milioni”.

Incendi di bosco: dal Piemonte alla Sardegna

Il cambiamento climatico è ritenuto responsabile degli incendi boschivi che colpiscono l’Italia. Dal Piemonte, con un’area interessata dai roghi stimata tra 800 e 900 ettari, alla Sardegna, passando per Friuli Venezia Giulia e Sicilia, la situazione è critica. A Olbia, l’aeroporto è stato chiuso a causa del fumo denso. In Piemonte, dove i vigili del fuoco stanno operando in condizioni difficili, il direttore regionale Alessandro Paola ha confermato: “Restano punti isolati da gestire in zone impervie, stiamo ancora usando i canadair”. La causa degli incendi è naturale, provocata dai fulmini, che hanno generato otto fronti di fuoco. Critica è la situazione a Colloro, frazione di Premosello, dove Marco Gabusi, assessore alla Protezione Civile del Piemonte, ha informato sull’evacuazione di 135 persone, compresi alcuni residenti di una casa di riposo.

Incendi di bosco: il bilancio ambientale

Per quanto riguarda i danni forestali, Renzo Motta, professore a Torino e past presidente della Sisef (Società italiana di selvicoltura ed ecologia forestale), osserva: “Fuoco e bosco convivono da millenni. Oggi gli incendi sono più devastanti a causa dell’interferenza umana nei processi naturali. Il cambiamento climatico evidentemente aumenta la frequenza dei roghi”. Il Piemonte possiede circa un milione di ettari di bosco, il che rende la situazione ancora più preoccupante.

Terza ondata di calore: picco e previsioni

In merito alle previsioni, “il picco dell’ondata di calore è previsto tra martedì e mercoledì, specialmente al Centro-Sud”, secondo il meteorologo Edoardo Ferrara di 3BMeteo. Le temperature potrebbero raggiungere i 41-42 gradi nelle zone interne della Sicilia e della Sardegna, con temperature inferiori, tra 36-39 gradi, al Centro, mentre al Nord si supereranno i 34-35 gradi. La fine dell’ondata di calore resta incerta, ma potrebbe si assistere a un lieve abbassamento delle temperature al Nord nel fine settimana, anche se al momento si tratta di previsioni preliminari. Si prevede che tra mercoledì e il weekend possano verificarsi temporali di calore localizzati in Alpi e Appennino, con possibili sconfinamenti sulla Pianura Padana e il versante adriatico.

1 Comment

  1. Incredibile, ma il clima ci sta dando un bel colpo! La situazione del Po è veramente preoccupante e il rischio per le coltivazioni è altissimo! 🙁 Non si può nemmeno parlare di emergenza, ma di catastrofe imminente. E i fondi? Sempre carenti… non so come faremo! Davvero triste!

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