Nuovi Attacchi tra Stati Uniti e Iran: Escalation di Conflitto in Medio Oriente
Lunedì mattina presto, gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi aerei contro l’Iran, in risposta a un attacco iraniano che aveva colpito obiettivi militari statunitensi in Bahrain, un paese del Golfo Persico, e in Kuwait. Questa escalation di violenza si è intensificata nei giorni precedenti, con bombardamenti statunitensi avvenuti sabato e domenica, come ritorsione per un attacco iraniano su una nave commerciale nello Stretto di Hormuz, riportano Attuale.
Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver colpito decine di obiettivi militari in Iran, inclusi sistemi di difesa aerea e postazioni di lancio di missili, per limitare la capacità dell’Iran di colpire le navi nella regione. Tuttavia, il governo iraniano ha sostenuto che questi attacchi hanno avuto conseguenze devastanti anche per obiettivi civili, uccidendo una persona e causando ferite a quattro.
In reazione ai bombardamenti, l’Iran ha nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz alla navigazione, una misura già adottata in passato durante il conflitto. Il presidente statunitense Donald Trump ha contestato questa dichiarazione, affermando che lo stretto è aperto, ma molti armatori potrebbero decidere di non attraversare la regione per timore di attacchi, come evidenziato dalla scarsa attività marittima di domenica, con solo sei navi in transito, il numero più basso delle ultime cinque settimane.
Il controllo dello Stretto di Hormuz, un corridoio marittimo cruciale che collega il Golfo Persico al Golfo dell’Oman, è stato al centro della tensione tra Stati Uniti e Iran. Dalla fine di febbraio, quando sono iniziati bombardamenti sistematici sull’Iran, Teheran ha limitato il passaggio di navi, attaccando quelle che tentano di attraversare senza autorizzazione.
Il 17 giugno, Stati Uniti e Iran avevano firmato un pre-accordo per negoziare una fine al conflitto, includendo un cessate il fuoco e la riapertura graduale dello stretto, fondamentale per il commercio globale poiché vi transitano circa un quinto delle esportazioni di petrolio e gas naturale. Nonostante questo accordo, le due parti non sono riuscite a trovare un’intesa sui termini della riapertura, portando a un’intensificazione dei bombardamenti nella settimana appena trascorsa.
Ma dai, ma è possibile che nel 2023 ci si trovi in queste situazioni assurde? La guerra non porta mai a nulla di buono, e in mezzo ci sono sempre le persone innocenti. Speriamo che possano trovare un accordo, ma ho i miei dubbi… Sembra sempre una spirale senza fine.