Amartya Sen avverte sui pericoli del declino democratico e propone una nuova diplomazia
SABAUDIA (LATINA) – In un momento in cui la guerra viene riabilitata come strumento per ridefinire gli equilibri di potere, Amartya Sen, premio Nobel per l’economia, lancia un appello per una rinascita della diplomazia. Il suo nuovo libro, The Cement of Humanity: The Power of Human Rights, in uscita l’anno prossimo, sottolinea l’importanza dei diritti umani in un contesto globale sempre più conflittuale, riporta Attuale.
Sen, parlando da una sala con vista mare a Sabaudia, riflette su come il progresso non possa essere misurato solo in termini di Pil, ma piuttosto dalla capacità delle persone di vivere con dignità. “Ogni estate avevo lunghe conversazioni con Altiero Spinelli, il padre dell’Europa moderna, il cui ‘Manifesto di Ventotene’ proponeva un’idea di Europa federata”, racconta. Tuttavia, egli riconosce che molte delle proposte fatte in passato rimangono ancora irrealizzate.
Il filosofo sostiene che i diritti umani emergono dalla capacità di ragionare e provare empatia, e non solo dall’esistenza di leggi. “In Asia, già secoli prima di Cristo, esisteva un interesse per i diritti umani”, ricorda Sen. “Il Buddha affermava che se qualcuno ha bisogno di aiuto, è dovere di tutti intervenire”. Essa evidenzia la continuità storica di tale pensiero, sottolineando la necessità di affrontare i grandi problemi odierni attraverso una maggiore umanità.
“La diplomazia non è morta, ma ha bisogno di essere rinnovata”, afferma Sen, mettendo in evidenza il ruolo cruciale che l’Europa potrebbe avere nella ricostruzione di strade diplomatiche. Tuttavia, egli avverte che i conflitti attuali, come quello tra Russia e Ucraina, complicano enormemente il dialogo. “In situazioni come questa, è vitale comprendere che dietro ogni nazionalità ci sono individui con esigenze e diritti”, aggiunge.
Riguardo al riarmo dell’Europa a seguito del ritiro parziale degli Stati Uniti, Sen esprime preoccupazione per la possibile devianza di risorse da settori vitali come sanità e istruzione. “Sebbene ci siano aspetti positivi nel rafforzamento delle capacità militari, questo non deve venire a scapito dei diritti fondamentali delle persone”, chiarisce.
Infine, interrogato sulla crisi della democrazia e sul modello di governance di Singapore, Sen ribadisce che una democrazia forte è necessaria per prevenire tragedie di massa come guerre e carestie. “Se la Russia fosse stata più democratica, probabilmente non avrebbe attaccato l’Ucraina”, conclude, evidenziando l’importanza di un impegno costante per la democrazia in tutto il mondo.