Il mega yacht dell’ambasciatore Usa a Venezia genera polemiche e proteste sulla sicurezza statale

17.07.2026 17:05
Il mega yacht dell'ambasciatore Usa a Venezia genera polemiche e proteste sulla sicurezza statale

Proteste di protesta e blocchi navali sono previsti a Venezia in concomitanza con l’arrivo del mega yacht Boardwalk, di proprietà dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta, che ha ormeggiato oggi, 17 luglio, alle ore 12 per un’altra tappa del “Freedom 250 Coastal Diplomacy Tour”, riporta Attuale.

Il tour diplomatico sul mega yacht

Partito da Napoli il 24 giugno, il tour di Fertitta a bordo del suo Boardwalk prevede tappe in 13 regioni italiane e si concluderà in Sardegna a metà agosto. L’itinerario include incontri ufficiali, imprenditoriali e militari con l’obiettivo di rafforzare i legami tra Italia e Stati Uniti. Dopo la sosta a Cefalù, il mega yacht è arrivato a Venezia, in coincidenza con la tradizionale festa del Redentore, dove si attende una manifestazione di protesta alle 18.

Fin dall’inizio del suo mandato, Fertitta ha mostrato l’intenzione di trascorrere gran parte del suo incarico a bordo dell’imbarcazione di lusso, rinunciando alla storica Villa Taverna a Roma. Il mega yacht, lungo 117 metri e del valore di 450 milioni di dollari, è dotato di due eliporti, piscine, una spa, una palestra e spazi dedicati agli incontri ufficiali.

L’accusa di Avs: «Una crociera turistica a spese dello Stato»

In risposta a un’interpellanza della capogruppo di Avs, Luana Zanella, il viceministro del Made in Italy, Valentino Valentini, ha difeso le misure di sicurezza adottate dal governo, che includono l’impiego di unità navali della Guardia di Finanza, della Guardia Costiera e forze di polizia. Zanella ha accusato l’esecutivo di utilizzare risorse pubbliche per ciò che considera «una crociera turistica», affermando che Venezia «non è Las Vegas».

Valentini: «Obblighi previsti dalla Convenzione di Vienna»

Nella sua replica, Valentini ha citato la Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche, sottolineando che gli agenti diplomatici hanno diritto all’inviolabilità personale. Ha spiegato che l’Italia, come Stato accreditatario, deve adottare misure adeguate per garantire la sicurezza dell’ambasciatore.

Le proteste dei centri sociali

Valentini ha anche menzionato le contestazioni organizzate a Venezia da centri sociali il 4 luglio, che hanno esposto un gigantesco striscione di protesta lungo 117 metri. Gli attivisti hanno criticato l’amicizia di Fertitta con Donald Trump e il costo sociale della sua visita. In previsione di eventuali proteste, il Ministero dell’Interno ha disposto rinforzi con 50 agenti di polizia e unità specializzate.

In risposta, l’ambasciatore ha affermato: «Perché non dovrei andare a Venezia? Per qualche manifestante?», ribadendo il diritto di protestare.

Lo sdegno di Zanella (Avs): «Non si può stigmatizzare il dissenso»

Zanella ha dichiarato che l’esecutivo mostra un «servilismo nei confronti degli Stati Uniti» e ha chiesto una revisione del tour diplomatico. Ha descritto la manifestazione come una forma di dissenso pacifica e intelligente, sottolineando che il diritto di protesta non può essere stigmatizzato, in quanto rappresenta anche le preoccupazioni degli abitanti di Venezia.

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