Il blocco delle importazioni di cereali da Ucraina e Russia crea incertezze anche per l’Italia

17.07.2026 20:45
Il blocco delle importazioni di cereali da Ucraina e Russia crea incertezze anche per l'Italia

Interruzione degli acquisti di cereali dall’Ucraina da parte delle multinazionali

Le multinazionali del settore cerealicolo hanno smesso di acquistare cereali dall’Ucraina. Gli armatori considerano «non sicuri» i porti del Paese, a cominciare da quello di Odessa, ora praticamente deserto, riporta Attuale.

Negli ultimi giorni si sono intensificati gli attacchi incrociati. I droni di Volodymyr Zelensky hanno colpito più di 100 mercantili russi, in transito nel Mare d’Azov, ora interamente controllato da Mosca, dopo che nel 2022 l’armata putiniana ha occupato la striscia di terra che va da Mariupol alla Crimea.

La risposta russa è stata immediata, con blitz contro i porti ucraini dislocati nel Mar Nero.

Ieri, giovedì 16 luglio, le principali società esportatrici hanno deciso di fermarsi, dichiarando «insicuri» gli scali dell’Ucraina. L’elenco comprende gruppi provenienti da ogni parte del mondo: Louis Dreyfus Company (Olanda); Cofco International (società statale cinese); Kernel, leader mondiale nel commercio dei semi di girasole (Ucraina); Bunge (multinazionale americana con base a St. Louis, nel Missouri e in Svizzera).

Si apre, dunque, una fase di incertezza, con possibili aumenti dei prezzi per tutta la vasta filiera agroalimentare basata sui cereali, compresi gli allevamenti di bovini e suini.

C’è grande attenzione anche sul mercato italiano, come osserva l’imprenditore Valerio Filetti, presidente della Borsa Merci di Bologna, la più importante in Italia e tra le prime tre in Europa: «Viviamo ormai da quattro anni in una situazione di incertezza. Certo, siamo preoccupati perché non è facile prevedere come si muoveranno le operazioni di guerra sulle coste del Mar Nero e del Mare d’Azov e quindi se verranno chiusi quei corridori navali che finora avevano assicurato una certa continuità delle forniture».

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