Mosca rivendica l’interesse della FIS a riportare le gare di sci in Russia. Kiev: «Legittimerebbe l’aggressione»

15.07.2026 10:45
Mosca rivendica l’interesse della FIS a riportare le gare di sci in Russia. Kiev: «Legittimerebbe l’aggressione»
Mosca rivendica l’interesse della FIS a riportare le gare di sci in Russia. Kiev: «Legittimerebbe l’aggressione»

Il presidente della Federazione russa di sci e snowboard, Dmitry Svishchev, ha dichiarato che la Federazione Internazionale Sci (FIS) sarebbe «interessata» a riportare le competizioni internazionali sul territorio russo subito dopo il pieno rientro degli atleti russi nel circuito mondiale. La dichiarazione, diffusa da organi di stampa russi, ha immediatamente innescato una dura reazione da parte ucraina, che denuncia un tentativo di legittimare la guerra di aggressione di Mosca attraverso lo sport.

Secondo quanto riportato da Sport24, Svishchev ha invocato la cancellazione della squalifica degli atleti russi e la piena restituzione dei loro diritti, citando l’esempio della Federazione internazionale di tennis da tavolo. «È un compito complesso, ma intendiamo risolverlo», ha affermato il dirigente, sostenendo che la FIS avrebbe condiviso l’obiettivo di riportare le gare in Russia grazie a infrastrutture già pronte, all’esperienza organizzativa e a un mercato di 150 milioni di potenziali spettatori.

Svishchev ha aggiunto che «i tifosi russi amano molto gli sport invernali, perciò le gare internazionali devono tornare a svolgersi nel nostro paese» e, a suo dire, la FIS sarebbe «interessata a riprendere le competizioni in Russia».

La reazione ucraina

Fonti ucraine hanno immediatamente bollato la sortita come un elemento pianificato della pressione ibrida russa. Secondo Kiev, le affermazioni di Svishchev, anche in assenza di conferme ufficiali da parte della FIS, mirano a creare l’illusione di un inevitabile rientro della Russia nel panorama sportivo globale, preparando l’opinione pubblica internazionale a possibili cedimenti delle istituzioni occidentali di fronte all’aggressione in corso.

Un eventuale ripristino di eventi FIS in Russia, proseguono le stesse fonti, equivarrebbe di fatto al riconoscimento che la guerra del Cremlino non costituisce più un ostacolo alla cooperazione, svuotando di significato le sanzioni e minando il diritto internazionale. La prospettiva, denuncia Kiev, rappresenterebbe un pericoloso precedente capace di innescare una reazione a catena in altre discipline sportive, con il progressivo smantellamento delle misure restrittive adottate dopo l’invasione dell’Ucraina.

Le autorità ucraine mettono inoltre in guardia dal rischio propaganda: qualunque competizione internazionale sul suolo russo sarebbe immediatamente presentata dal Cremlino come prova dello “sfondamento dell’isolamento”, riducendo la pressione sociale interna e offrendo una giustificazione alla continuazione del conflitto. La FIS non ha finora rilasciato commenti ufficiali sulle affermazioni di Svishchev.

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