Senato, il governo riflette sulle preferenze prima dell’approdo della legge elettorale

18.07.2026 06:45
Senato, il governo riflette sulle preferenze prima dell'approdo della legge elettorale

Riforma elettorale in Italia: tensioni e scelte strategiche in vista del voto al Senato

La maggioranza di governo è alle prese con un dilemma cruciale: decidere se riproporre al Senato l’emendamento sulle preferenze elettorali oppure optare per una rapida approvazione della riforma. Il testo della legge elettorale giungerà a Palazzo Madama la prossima settimana, dove sarà esaminato dalla Commissione Affari costituzionali per poi approdare in aula a settembre, riporta Attuale.

Il partito Noi moderati ha già presentato una proposta di modifica, esprimendo la volontà di restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Tuttavia, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha sottolineato che non ci sarà voto segreto. I numeri a Palazzo Madama si fanno sempre più incerti e il gruppo di Forza Italia sembra mostrare maggiore riluttanza rispetto alla Camera. Gli avvertimenti della capogruppo Stefania Craxi, considerata vicina a Marina Berlusconi, insinuano ulteriori complessità, vista la sua presunta connessione con il tentativo di boicottaggio delle preferenze.

Tuttavia, Forza Italia ha smentito tali affermazioni, chiarendo che le discussioni riguardavano emendamenti sulla giustizia in esame al Senato, le cui riserve sono ben note. Le questioni sembrano intersecarsi, in particolare con l’emendamento al decreto giustizia e immigrazione che propone di ampliare le possibilità di intercettazioni. Giovanni Donzelli avverte che questa proposta, ritenuta fondamentale per combattere la mafia, non sarà oggetto di scambio da parte di Fratelli d’Italia, mentre Giorgio Mulè manifesta la posizione contraria degli azzurri riguardo a questa norma, evidenziando i crescenti attriti tra i due alleati.

Le speculazioni sulle possibili decisioni sono varie. Il leader leghista Matteo Salvini ha espresso il desiderio di ripristinare le preferenze al Senato, un sentiment condiviso dal capogruppo Massimiliano Romeo. Tuttavia, questa strada potrebbe rivelarsi complicata, richiedendo un ritorno alla Camera e possibilmente un voto di fiducia. Tra i meloniani esistono opinioni contrastanti: alcuni ritengono preferibile approvare la legge così com’è, mentre altri sperano di spingersi oltre, confidando che i dissidenti non comprometteranno la legislatura a pochi mesi dalla scadenza di aprile 2027, momento in cui si attiverebbero i vitalizi.

Nel frattempo, il centrosinistra si confronta con la norma anti-cespugli, che esclude dal computo dei seggi i partiti al di sotto del 3%, ad eccezione del primo. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha fatto appello per un’inclusione di tutte le forze nel centrosinistra, ricevendo tuttavia un secco rifiuto da parte di Carlo Calenda. I partiti centristi e di sinistra ora si trovano a dover intervenire per evitare la dispersione dei propri voti.

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