L’opposizione critica la riforma elettorale di Meloni, il centrosinistra in crisi per la leadership

17.07.2026 06:25
L'opposizione critica la riforma elettorale di Meloni, il centrosinistra in crisi per la leadership

Riforma Elettorale in Italia: La Maggioranza Sovrasta l’Opposizione

Della legge elettorale interessa a pochi, salvo nella misura in cui consente di scegliere chi governa e chi viene eletto. Cosa nient’affatto scontata. Anzi. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha voluto la riforma della legge pensando precisamente al primo aspetto: la governabilità. Ma ai cittadini interessa anche il secondo: la possibilità di scegliere chi eleggere. Che il Parlamento nei giorni scorsi ha bocciato col concorso di franchi tiratori e opposizioni in un intreccio tra interessi personali e tatticismi parlamentari. Nel mezzo rimangono le indispensabili formule elettorali che determineranno la composizione parlamentare e la maggioranza di governo, riporta Attuale.

Legge truffa“, salmodia il centrosinistra nel giorno in cui la riforma viene approvata alla Camera con 217 voti favorevoli contro 152. Anche se, a essere onesti, la vituperata “legge truffa” voluta dall’allora premier democristiano Alcide De Gasperi prevedeva la riscossione di una ben più considerevole maggioranza assoluta per ottenere il premio del 64,4%. Nel 1953 per poche decine di migliaia di voti la Dc non ottenne i pieni poteri, compresa l’elezione del Capo dello Stato e delle cariche di garanzia. Domani basterà invece superare il 42% per riscuotere un premio del 55% alla Camera e oltre al Senato. Ma questa è storia.

All’indomani della richiesta di dimissioni di Meloni, l’opposizione si è accorta che la maggioranza non è così divisa politicamente come si vorrebbe far credere. Nonostante le diatribe interne e il fenomeno Roberto Vannacci, la coesione nella maggioranza sembra rimanere intatta.

Il campo largo dell’opposizione si rivela del tutto insufficiente per conquistare una vittoria. La corsa alla premiership è spinta da due figure chiave: la segretaria dem Elly Schlein e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Mentre Conte emerge per il suo protagonismo, Schlein si distingue per la capacità di mantenere unita una coalizione variegata nel confronto con la maggioranza di centrodestra.

Conte ha colto l’opportunità offerta dalla riforma elettorale per rinnovare la richiesta di dimissioni di Meloni, rendendo tale richiesta un tema ricorrente nelle 48 ore successive. Tuttavia, la maggioranza continua a dimostrare solidità nonostante le crepe, mentre il centrosinistra fatica a mostrare la stessa coesione del governo Meloni.

La questione delle primarie diventa centrale per determinare l’unità del centrosinistra. Se dovessero essere indette, potrebbero consentire all’anima centrista/riformista di aggregarsi attorno a una candidatura – da Giorgio Gori a Gaetano Manfredi – fondamentale per una lista unitaria. Tuttavia, permane l’ipotesi di un’intesa trasversale tra i vari schieramenti, come sperano alcuni attori politici.

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