Dopo le polemiche, Jens Spahn si dimette da capogruppo della CDU
Dopo 48 ore di accese discussioni, Jens Spahn ha deciso di rassegnare le dimissioni dalla carica di capogruppo della CDU, in seguito alla sua recente paternità attraverso maternità surrogata, una pratica vietata in Germania e da lui stesso criticata in passato, riporta Attuale.
In una lettera indirizzata alla dirigenza del partito, Spahn ha dichiarato: «Negli ultimi giorni mi sono reso conto che la mia felicità personale, cioè costruire una famiglia insieme a mio marito e diventare padre, non è conciliabile con il mio incarico politico. Il divario tra la mia decisione privata di avere un figlio tramite maternità surrogata e le comprensibili aspettative nei miei confronti come presidente del nostro gruppo parlamentare è diventato più grande di quanto mi aspettassi».
La situazione ha scosso profondamente la politica tedesca e la CDU, il partito di governo. Anche se dal 2017 le coppie gay hanno il diritto di avere figli, la controversia nasce dai metodi utilizzati. Può un conservatore avvalersi di pratiche che ha precedentemente condannato? È lecito, dunque, mantenere una doppia morale? La risposta politica si è rivelata chiara: non è possibile. L’unica opzione socialmente accettabile per una coppia gay sposata rimaneva l’adozione.
È stato il cancelliere Friedrich Merz a chiedere le dimissioni di Spahn, comunicando con lui dagli Stati Uniti dopo un colloquio con i leader regionali che hanno espresso una netta contrarietà alla sua situazione attuale. L’azione immediata del cancelliere ha portato alla lettera di dimissioni.
Non è chiaro se Spahn avesse previsto questa decisione. Tuttavia, ha espresso che la crescente durezza del dibattito pubblico lo ha portato a riflessioni profonde: «Dobbiamo sempre mantenere un tono umano, anche quando siamo chiari e determinati nelle nostre decisioni. È questo che contraddistingue noi partiti popolari cristiano-democratici del centro». La violenza delle campagne culturali recente ha fatto emergere nuove dinamiche nella politica tedesca.
Spahn, noto per la sua posizione di rilievo nella CDU e per il suo approccio conservatore, ha affrontato critiche sia da gruppi anti-surrogato che dagli avversari politici. La sua scelta di navigare tra posizioni contrastanti si è rivelata un errore, con pochi sostenitori a difenderlo pubblicamente, sebbene alcuni media, come Der Spiegel, abbiano evidenziato che la sua azione non è illegale e che la vita privata merita rispetto.
La difesa di Spahn si basa sul fatto che, sebbene la maternità surrogata sia vietata in Germania, le madri surrogate stesse non sono illegali. Ogni anno, in effetti, migliaia di bambini nati all’estero tramite maternità surrogata vengono registrati in Germania e godono degli stessi diritti di tutti gli altri bambini e genitori.
Alcuni hanno suggerito che Spahn sperasse di ottenere il beneficio della clemenza popolare, simile a quanto avviene con leader di partiti antisistema. Tuttavia, la CDU, come partito di governo, è tenuta a rispettare gerarchie consolidate e le regole che essa stessa impone, specialmente in un paese come la Germania, noto per il suo rispetto delle regole.
Con l’avvicinarsi delle elezioni in tre Länder a settembre, la CDU si trova in una posizione precaria e non può permettersi di affrontare controverse pubbliche che possano minare la propria credibilità. La questione delle dimissioni di Spahn riflette anche le tensioni persistenti all’interno del centro politico tedesco.