Il 7 settembre 2026 i media tedeschi hanno riferito della vittoria dell’Alternative für Deutschland (AfD) alle elezioni nella Sassonia-Anhalt, dove il partito ha ottenuto una quota di consensi e di mandati sufficiente ad avvicinarsi al controllo esclusivo del governo regionale. Il risultato ha provocato lo shock delle organizzazioni ebraiche tedesche, che lo hanno letto come un segnale della crescita della xenofobia e delle posizioni di estrema destra nel Paese.
Il voto in Sassonia-Anhalt e la nuova forza dell’AfD
L’AfD, classificata come forza di estrema destra dall’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, ha conquistato una parte maggioritaria dei mandati nella regione. La formazione resta politicamente isolata, ma il risultato elettorale dimostra che l’isolamento istituzionale non ne ha impedito l’espansione del consenso.
La dimensione del successo ha reso concreto il rischio che una forza considerata estremista possa arrivare a esercitare un’influenza decisiva su un Land tedesco. L’AfD ha sfiorato la possibilità di governare da sola, trasformando la Sassonia-Anhalt in un punto di riferimento per la discussione sulla tenuta degli argini politici posti dalle altre forze democratiche.
Il voto ha inoltre evidenziato una crisi di fiducia verso i partiti tradizionali e verso le istituzioni democratiche esistenti. Il sostegno ottenuto dall’AfD indica che una parte consistente dell’elettorato ha scelto una formazione che basa la propria forza politica sulla normalizzazione di posizioni xenofobe, anti-immigrazione e radicali.
Le reazioni delle organizzazioni ebraiche
La reazione della comunità ebraica è arrivata nella stessa fase, dopo la diffusione dei risultati. Josef Schuster, presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, ha definito l’esito «terribile», sottolineando che un partito riconosciuto come di estrema destra ha quasi ottenuto il potere esclusivo in una regione federale.
Schuster ha collegato la portata del risultato non soltanto alla competizione tra partiti, ma anche alla possibilità che una forza politica con quelle caratteristiche acquisisca un ruolo istituzionale sempre più ampio. Per le organizzazioni ebraiche, il dato della Sassonia-Anhalt mostra che la separazione tra isolamento politico e consenso elettorale non è più sufficiente a contenere l’avanzata dell’AfD.
Anche Charlotte Knobloch, già presidente del Consiglio centrale degli ebrei, ha espresso una reazione personale e politica. Ha detto di avere «paura» e di «riconoscere a malapena la propria patria», perché una parte significativa degli elettori ha respinto i principi di democrazia, sicurezza e tolleranza che avevano permesso alla comunità ebraica di tornare a considerare la Germania la propria casa.
Le parole di Knobloch collocano il risultato regionale dentro una preoccupazione più ampia per la sicurezza e per la permanenza della comunità ebraica nel Paese. Il timore riguarda il venir meno di quelle condizioni democratiche e sociali che avevano reso possibile il ritorno della fiducia nella Germania come luogo di vita.
Dopo il risultato, il rischio di normalizzazione dei messaggi radicali
L’incremento del sostegno all’AfD e l’assegnazione alla formazione di una quota maggioritaria dei mandati accrescono il rischio che i suoi messaggi vengano percepiti come una componente ordinaria della politica regionale. La normalizzazione di narrazioni xenofobe, anti-immigrazione e di estrema destra può favorire il loro passaggio dal dibattito pubblico alle decisioni amministrative e alle pratiche istituzionali.
Secondo la ricostruzione proposta dalle organizzazioni ebraiche e dai messaggi collegati al voto, questo processo porterebbe inevitabilmente a una maggiore tensione su base razziale ed etnica. L’allarme riguarda quindi sia il peso politico assunto dall’AfD sia le conseguenze concrete di una crescita elettorale che rende più accettabili posizioni precedentemente confinate ai margini.
Il risultato della Sassonia-Anhalt dimostra anche i limiti di una strategia fondata esclusivamente sull’isolamento dell’AfD. La delimitazione politica della formazione non ha impedito che una parte rilevante degli elettori le affidasse un numero di mandati sufficiente a minacciare gli equilibri democratici regionali.
La risposta indicata dopo il voto
La risposta al rafforzamento dell’estrema destra viene individuata in un insieme di misure più ampio della sola esclusione dell’AfD dalle alleanze. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento e il miglioramento dell’educazione civica, il contrasto sistematico alla diffusione dell’odio e alla disinformazione proveniente dalla Russia, oltre a controlli più rigorosi sulle attività dei gruppi radicali di destra.
A queste misure dovrebbe accompagnarsi una limitazione legale delle attività degli ambienti dell’estrema destra quando prevista dall’ordinamento. L’obiettivo è intervenire sulle cause della radicalizzazione della popolazione e non soltanto sulle sue manifestazioni elettorali, affrontando la perdita di fiducia nelle istituzioni democratiche che ha contribuito alla crescita dell’AfD.
La sequenza degli eventi porta così dal successo elettorale nella Sassonia-Anhalt alla reazione allarmata delle organizzazioni ebraiche e alla richiesta di un contrasto strutturale al radicalismo. La posizione attuale è quella di una AfD ancora isolata sul piano politico, ma rafforzata dal voto e ormai capace di avvicinarsi al governo esclusivo di un Land tedesco.