Il governo greco ha annunciato la creazione di 251 spiagge protette, destinate a rimanere libere da lettini, ombrelloni, bar e musica ad alto volume nell’estate del 2026. Questa iniziativa rappresenta un importante passo nella strategia di Atena per preservare il patrimonio costiero e marino, affrontando nel contempo le problematiche legate all’overtourism, riporta Attuale.
Le 251 spiagge, per lo più localizzate all’interno della rete europea Natura 2000, includono alcune delle località turistiche più iconiche della Grecia, sia nell’Egeo che nel Mar Ionio. Queste spiagge, meta di numerosi turisti attratti dalla bellezza paesaggistica, saranno tutelate per prevenire la costruzione di nuovi stabilimenti e attività commerciali.
Famosi tratti di costa come la laguna di Balos e la spiaggia rosa di Elafonissi a Creta sono tra le aree escluse da interventi di sfruttamento. In aggiunta, il governo greco ha imposto che almeno il 70% della superficie delle spiagge rimanga libera da attrezzature. Nelle aree protette, questa percentuale sale all’85%, una scelta ben accolta dalle comunità locali. A Lipso, ad esempio, tutte le 23 spiagge sono state incluse nella lista di protezione per evitare trasformazioni legate a stabilimenti privati.
La mappa delle spiagge protette in Grecia
Creta è una delle regioni con il maggior numero di litorali protetti, tra cui Falassarna e Gramvousa. Nelle Piccole Cicladi, le spiagge di Iraklia e Koufonissi rientrano nella stessa categoria, così come le aree di Corfù e Lefkada. Questa strategia di protezione mira a salvaguardare l’equilibrio degli ecosistemi marini.
Strategie di tutela per il patrimonio costiero
Il ministero dell’Ambiente greco ha lanciato un quadro speciale di pianificazione turistica, volto a regolare la crescita del settore turistico secondo criteri di sostenibilità. Il piano classifica le aree in base alla pressione turistica e stabilisce limiti allo sviluppo edilizio, con l’obiettivo di mantenere l’attrattiva della Grecia come meta di turismo balneare.
Confronto con le spiagge italiane
Il quadro greco contrasta con quello italiano, dove la gestione del litorale è dominata da un sistema di concessioni balneari. In Italia, esistono oltre 18.000 concessioni, con un numero significativo distribuito in regioni come Liguria e Calabria. La discussione politica italiana si concentra principalmente sul rinnovo di queste concessioni, a differenza della Grecia, che ha già imposto restrizioni concrete per preservare le proprie spiagge e il loro accesso libero.
Questa differenza di approccio riflette due visioni contrastanti riguardo alla valorizzazione del patrimonio marino e alla salvaguardia della natura, evidenziando l’importanza di depositare nella cultura pubblica la cura e la manutenzione di tali risorse naturali.