La casa di Hitler diventa un commissariato, mentre a Predappio il fascismo rimane vivo
Il 26 aprile 2025, a Predappio, il sacerdote lefebvriano e neofascista Giulio Tam ha officiato una messa in onore della Repubblica Sociale Italiana, il governo fantoccio di Salò. Tra i partecipanti, le pronipoti di Benito Mussolini, Orsola e Vittoria. Questa cittadina romagnola è da lungo tempo meta di un turismo nostalgico, caratterizzato da simboli e costumi legati al fascismo, mentre a Braunau am Inn, località austriaca natale di Adolf Hitler, il luogo non ha mai attratto le stesse folle, complice una legislazione restrittiva. Recentemente, la casa natale di Hitler è stata trasformata in un commissariato di polizia, come riporta Attuale.
La struttura non presenta riconoscimenti visibili e non è segnalata da tabelle di indicazione. Sono state installate telecamere per monitorare eventuali raduni neonazisti. Nel 1989, è stata posta una pietra commemorativa prelevata dal campo di Mauthausen, recante l’iscrizione: “Per la pace, la libertà e la democrazia. Mai più fascismo. Milioni di morti ammoniscono.” Dall’inizio degli anni ’70, lo Stato austriaco ha affittato l’immobile di proprietà di Gerlinde Pommer per evitare che diventasse un luogo di pellegrinaggio. Dopo vari tentativi di acquisto, nel 2016, la corte suprema ha confermato la confisca della casa, stabilendo un indennizzo di 812 mila euro nel 2019.
Quale destino per l’ex abitazione di Hitler? Un museo potrebbe attirare nostalgici, e l’allora ministro degli Interni austriaco, Wolfgang Sobotka, aveva inizialmente proposto la demolitore, ma ha incontrato forti critiche. L’unica soluzione ritenuta valida per scongiurare il turismo fascista è stata quella di convertire l’edificio in un commissariato, inaugurato recentemente dopo un aumento dei costi da 5 a 20 milioni di euro.
Le opinioni sull’operazione non sono unanimi. Robert Eiter, membro del comitato delle vittime di Mauthausen, critica la scelta: “Ogni anno facciamo una cerimonia per ricordare e dire ‘mai più’. A Braunau vogliono solo dimenticare.” Lo scrittore Ludwig Laher ha descritto l’iniziativa come “una grottesca rimozione tipicamente austriaca.” La narrazione storica austriaca ha faticato a confrontarsi con le responsabilità legate al nazismo, un tema che risale alla dichiarazione di Mosca del 1943. Solo nel 1991 è stato riconosciuto ufficialmente il coinvolgimento dell’Austria nel nazionalsocialismo.
Di ritorno in Italia, la scena a Predappio è diversa. I sostenitori del fascismo si radunano ogni anno nella cittadina, tra la casa del fascio e il cimitero di San Cassiano, dove riposano le spoglie di Mussolini e dei suoi familiari. La memorializzazione del passato fascista continua a vivere, con eventi rituali che attirano un gran numero di visitatori, stimati in 70 mila all’anno. In questo contesto, la casa natale di Mussolini ospita attualmente una mostra intitolata “Predappio 100 – gli anni della fondazione: 1925-1929.” A differenza del destino della casa di Hitler, non sembra esserci l’intenzione di trasformare gli edifici di Predappio in commissariati, lasciando un clima di tolleranza generale nei confronti dei nostalgici.